La gioielleria di Mario Roggero a Gallo di Grinzane Cavour ha riaperto dopo l’ingresso in carcere del titolare, condannato a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori nel 2021. A gestire l’attività sono ora la moglie Mariangela Sandrone e una delle figlie, mentre la difesa continua a chiedere misure alternative alla detenzione.
La gioielleria di Mario Roggero riapre dopo il carcere del titolare: la moglie torna al lavoro con la figlia
Come riportato dall’Ansa, ha riaperto a Gallo di Grinzane Cavour, nel Cuneese, la gioielleria di Mario Roggero, il commerciante condannato a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due dei tre rapinatori che avevano assaltato il suo negozio nell’aprile del 2021. L’attività, rimasta chiusa dopo l’ingresso in carcere del 72enne, è ora affidata alla moglie Mariangela Sandrone e a una delle quattro figlie.
Il ritorno al lavoro è avvenuto in un clima di assoluto riserbo: poche persone in strada, nessun sostenitore davanti al negozio e soltanto alcuni giornalisti ad attendere l’arrivo della moglie del gioielliere. Sulla vetrina è stato inoltre esposto un cartello firmato dalla “Famiglia Roggero” con cui si comunica la scelta di non rilasciare dichiarazioni: “Gentili giornalisti, desideriamo comunicare che la nostra famiglia non rilascerà alcuna dichiarazione.
Ringraziamo per la comprensione e per il rispetto del nostro dolore”.
A rompere il silenzio è stata comunque Sandrone, che ha raccontato di aver incontrato il marito in carcere: “Ieri ho visto mio marito, siamo riusciti a stare insieme tre ore. Compatibilmente con il carcere sta bene”. La donna ha poi espresso tutta la sua sofferenza per la situazione: “È assurdo che una persona di 72 anni, che ha sempre lavorato, debba subire una cosa del genere. Siamo qui dal 1980, non è una cosa normale. Mi sembra di vivere in un brutto, bruttissimo sogno”.
La moglie del gioielliere ha ribadito la speranza che Roggero possa lasciare presto il carcere di Bollate, dove sta scontando la pena: “Spero che molto presto possa venire qui, non deve assolutamente stare in un carcere”. Secondo la difesa, infatti, è stata nuovamente presentata un’istanza di differimento pena al Tribunale di Sorveglianza di Milano, in attesa della decisione sulla richiesta di grazia avanzata dalla stessa Sandrone.
Mario Roggero, moglie e figlia riaprono la gioielleria: “Non deve stare in carcere”
Per Mariangela Sandrone e la figlia si apre ora una nuova fase della loro vita, segnata però dalle difficoltà e dal timore per la sicurezza del negozio. “Per noi inizia una nuova pagina della nostra vita, molto triste e dolorosa”, ha spiegato la donna, ricordando il momento difficile attraversato dalla famiglia dopo la condanna del marito.
La gestione quotidiana dell’attività ricade oggi interamente sulle loro spalle: “Tutto ciò che prima faceva anche mio marito ce lo siamo caricato sulle spalle io e mia figlia. Oltretutto siamo anche a rischio: siamo in prima linea”. La presenza delle forze dell’ordine rappresenta un elemento di rassicurazione: “I carabinieri? Passano”, ha raccontato la commerciante, aggiungendo che il telefono del negozio continua a ricevere numerosi messaggi di vicinanza da parte dei clienti. Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha auspicato una soluzione alternativa alla detenzione: “La pena si può scontare non solo in carcere, ma anche con modi alternativi”.
La moglie di Roggero ha infine ribadito la sua posizione sulla sicurezza dei commercianti: “Si parla tanto di Far West, ma il Far West è adesso, fuori. Non è assolutamente quello che è successo qui”. La famiglia continua quindi a portare avanti il lavoro della gioielleria, mentre prosegue il percorso giudiziario legato alla condanna del titolare.
