×

Mario Scaramella avvisa: “Il programma ipersonico russo è ad un punto di non ritorno”

L'esperto dell'intelligence mette in guardia tutti: "Putin non si fermerà".

L’esperto: “Programma ipersonico russo punto non ritorno, Putin non si fermerà”

Mario Scaramella, esperto dell’intelligence, ha deciso di fare un’analisi molto approfondita della guerra in Ucraina in un’intervista all’Adnkronos. Tuttavia, i suoi punti di vista ed i suoi avvertimenti non sono per nulla positivi.

Scaramella: “Il programma ipersonico russo è ad un punto di ritorno”

“Negli ultimi anni sono saltati tutti i bilanciamenti e il completamento del programma ipersonico russo è un punto di non ritorno perché costituisce lo scavalco, ovvero l’oggettiva superiorità strategica di Mosca su Washington. Infatti, quando hai un arsenale non convenzionale e cominci ad utilizzarlo, il segnale che potresti andare avanti ad oltranza lo stai già comunicando”.

Scaramella, per chi non lo sapesse, è noto per aver tentato di sventare nel 2006 l’avvelenamento radioattivo del colonnello dell’Fsb Alexander Litvinenko. Inoltre, ha gestito gli interrogatori di molti ex ufficiali russi per la commissione parlamentare di inchiesta sull’intelligence italiana e il dossier Mitrokhin; negli anni ‘90 ha lavorato a Stanford con Teller e poi nella cooperazione con la Russia presso il Centro Statale per i missili balistici SRC di Miass negli Urali.

Non a caso, è stato uno dei primi ad avvisare del rischio strategico nucleare fra Usa e Russia.

“Il profilo della minaccia sovietica, oggi russa, si valuta sul potenziale tecnologico e sulla attitudine del comandante in capo ad utilizzare gli strumenti: dopo una certa stabilità durata tutta la guerra fredda e un relativo equilibrio delle forze, negli ultimi anni sono saltati tutti i bilanciamenti. Non solo Putin ha raggiunto una ‘episodica’ superiorità militare, cioè un momento in cui dispone di vettori ipersonici capaci di bucare le difese americane, per il resto ben più sviluppate ed avanzate, ma ha dimostrato l’allentamento dei freni inibitori all’utilizzo delle armi di distruzione di massa. Quando hai un arsenale non convenzionale e cominci ad utilizzarlo, il segnale che potresti andare avanti ad oltranza lo stai già comunicando”.

Lo sguardo si sposta ovviamente anche su Putin:

“Il Cremlino ha impiegato mini atomiche e mini armi chimiche per eliminare i dissidenti (il polonio 210 per Alexander Litvinenko e il Novichok per Sergei Skripal), dovrebbe limitarsi nell’impiego su larga scala? Ad ogni modo l’allerta informale che lanciammo alcuni anni fa, quando alla Difesa c’erano Elisabetta Trenta ed Angelo Tofalo, era relativa all’avvenuto completamento del programma ipersonico russo, un punto di non ritorno perché costituisce lo scavalco, ovvero l’oggettiva superiorità strategica di Mosca su Washington”.

Scaramella: “Putin non si fermerà”

Stando a ciò che dice l’esperto:

“É improprio parlare di provocazioni americane e Nato alla Russia semplicemente perché Putin è diventato aggressivo nel momento in cui il Designer Generale del Makeev Bureau, il centro missilistico per i vettori intercontinentali gli ha comunicato di aver completato il programma ipersonico. Sarebbe assurdo immaginare Washington e Bruxelles che provocano nel momento di debolezza, vero invece che non si sta rispondendo alle provocazioni perché le simulazioni fatte da Teller al Lawrence Livermore Laboratory e alla Università di Stanford diverrebbero drammaticamente attuali”.

Scaramella: “Ad occupazione russa seguira veloce azione contro i satelliti di difesa americani”

In un certo, sembrerebbe che L’Ucraina sia una sorta di primo colpo, come sarebbe potuto esserlo qualsiasi altro Paese, ad ovest come ad est:

“Ad una progressiva occupazione russa di territori di interesse seguirà una veloce azione con l’arma ipersonica contro i satelliti di difesa americani, quindi un possibile attacco. Non ci si fermerebbe ad una opzione tattica in Europa, alla quale probabilmente la Nato non reagirebbe in virtù della dottrina della ‘risposta flessibile’, il problema è che oggi la Russia è capace di colpire il territorio americano e sta dimostrando una spiccata volontà in tal proposito. Il Dr. Teller immaginava una distruzione reciproca dei due blocchi in poche ore, ed un post conflitto più terribile ancora, bisogna tenere a mente il suo monito e comprendere anche il presidente Biden quando sbotta che Putin non può rimanere al potere… In effetti tutti confidiamo nella capacità del popolo russo di rinnovare la propria classe dirigente ed il suo vertice”.

Appare, quindi, evidente che per Scaramella se i russi usassero le armi atomiche in Ucraina, il problema non sarebbe l’utilizzo dell’arma nucleare tattica, bensì il superamento di”quella linea rossa che porterebbe il conflitto ad un livello non più controllabile“.

Contents.media
Ultima ora