Il mondo politico italiano sta vivendo una fase di crescente attenzione in vista del lavoro dei partiti per le elezioni politiche che si terranno nel 2027. Infatti si sta già iniziando a fare campagna elettorale con l’obiettivo di convincere i cittadini a fare la scelta giusta ed in particolare vi è un partito che sta godendo di un momento floridissimo.
Zaia è il prossimo riferimento per la Lega
Matone, deputata leghista per il Lazio, traccia un bilancio della fase attuale del partito guidato da Matteo Salvini e spiega senza giri di parole come il nuovo leader che guiderà il partito sarà Luca Zaia.
Se così dovesse essere lei ha già minacciato di andar via dal partito, il motivo è presto trovato, non vuole essere parte delle spinte nordiste del partito che stanno tornando a gran voce, rivendicando un’importanza maggiore ai territori dove la Lega è nata.
Per questo motivo verrebbero meno i ruoli del centro e del sud del paese che in passato erano stati considerati importanti, in particolare per accaparrarsi voti per le elezioni, ma a quanto pare il vento è cambiato.
Vannacci, dietro di lui lo zampino di Putin
Matone, nell’intervista concessa al Foglio e riportata da The Social Post, ha tracciato anche un bilancio sull’ascesa di Vannacci, il cui percorso politico è iniziato grazie alla Lega.
Lei spiega come egli sia bravo ad attrarre consensi, in particolare grazie all’utilizzo di messaggi immediati, ma il suo arrivo nella Lega è stato un errore politico.
L’ascesa del nuovo partito, Futuro Nazionale, è spiegabile anche con una spinta di Putin, secondo lei infatti vi sono ingerenze russe, anche se non motiva concretamente se esse ci siano o meno.
Infine parla del raduno leghista, in programma a Treviso nel weekend del 4 e 5 luglio e si dichiara dubbiosa rispetto alla sua presenza. Insomma, una Lega che anche all’interno ha i propri casi da risolvere. Un ulteriore problema da affrontare per Salvini.
