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Matteo Renzi vince le Primarie del Pd, oltre il 70% dei voti per l’ex premier

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Larga vittoria di Matteo Renzi alle primarie del Pd, l'ex premier avrebbe ottenuto il 73% dei voti. Alta l'affluenza, tra 1,9 e 2 milioni di votanti

Matteo Renzi

E’ Matteo Renzi il vincitore delle Primarie del Pd 2017. L’ex premier ha ottenuto la maggioranza, vincendo con facilità sugli avversari Orlando ed Emiliano e conquistando oltre il 70% dei voti, un dato che, secondo fonti renziane, si attesterebbe al 73%.

L’affluenza è stata inoltre ampiamente superiore rispetto alle previsioni, con un numero di votanti compreso tra 1,9 e 2 milioni. Parlando alla sede del Partito Democratico, Renzi ha dichiarato: “Il congresso segna l’inizio di una pagina nuova, non è al rivincita o il secondo tempo della solita partita. Ha vinto tutto il Pd ma soprattutto quello che non si è vergognato delle cose fatte in questi anni, della legge sul dopo di noi, delle unioni civili, della legge sul lavoro, perché se ci sono 700mila posti di lavoro in più non possiamo far finta di vergognarcene, il Jobs act è una delle cose più straordinariamente di sinistra fatte”.

commentando i risultati delle primarie inoltre, l’ex presidente del Consiglio ha sottolineato: “Oggi abbiamo fatto qualcosa di straordinario, la democrazia è la possibilità di scegliere, grazie ai volontari, chi vi ha preso in giro non vi conosce. Il primo grazie ad Andrea Orlando e Michele Emiliano. Grazie alla straordinaria passione con cui Emiliano ha posto alcuni temi a iniziare dal Sud, assolutamente prioritario per il Paese. E alla forza con cui Orlando ha insistito sulla necessità di unire il partito e il Paese.

Abbiamo bisogno di imparare dalle altre mozioni e lo faremo”.

Le parole di Renzi dopo la vittoria alle Primarie del Pd

“Grazie a tutte le amiche e gli amici che lavorano nel governo del Paese a iniziare da Gentiloni – ha aggiunto Renzi a caldo, dopo la conferma della sua vittoria alle Primarie del Pd – a cui tutto il sentimento della nostra vicinanza e amicizia. Ci attendiamo molto da tutti voi che lavorate nel governo e lavoreremo al vostro fianco con molta convinzione”.

Aggiungendo poi che quando due milioni di persone vanno a votare “non è un partito personale”, “come si fa a dire che è il partito di uno solo con un leader forte. Può essere che il leader è forte, lo vedremo ma sicuramente ha una comunità fortissima. Nelle primarie del Pd c’è sangue vivo, storie in carne e ossa che lo rendono una comunità meravigliosa. E’ il rapporto con il popolo che segna la diversità del Pd rispetto a tutti gli altri.

Tutti parlano di populismi, ma l’alternativa non è nel salotto, nei tweet, ma nel popolo: non avere paura della democrazia, dei voti, di fare le primarie. Non c’è alternativa alle persone”. Poi parole rivolte all’Europa: “A Bruxelles chiediamo un cambiamento vero, non ne possiamo più di un’ Ue che non incrocia i desideri più belli di chi vuole l’ideale europeo. Non siamo contro l’Ue, ne vogliamo una diversa, l’alternativa a populismo è il popolo”. Poco prima su Instagram Renzi aveva postato la foto di un biglietto firmato da lui insieme a Maurizio Martina e accompagnato dalla didascalia: “Una responsabilità straordinaria!! Grazie di cuore a questa comunità di donne e uomini che credono nell’Italia. Avanti, insieme”.

Nato a Milano, classe 1983 è laureato in Comunicazione Digitale. Collabora con Notizie.it di cui, dal 2018, è direttore responsabile e ha scritto per Il Giorno, NewNotizie e Daily Word Italia.


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Daniele Orlandi

Nato a Milano, classe 1983 è laureato in Comunicazione Digitale. Collabora con Notizie.it di cui, dal 2018, è direttore responsabile e ha scritto per Il Giorno, NewNotizie e Daily Word Italia.

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