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Maturità 2026, da Meloni a Schlein: i voti a scuola dei leader politici italiani

Maturità 2026, da Meloni a Schlein: i voti a scuola dei leader politici italiani

Dai banchi di scuola alle istituzioni: i voti e i ricordi dell'esame di maturità dei politici italiani.

La Maturità rappresenta un passaggio importante nella vita di ogni studente, un momento che spesso resta impresso anche a distanza di molti anni. Tra ansie, ricordi e soddisfazioni, anche politici e personaggi pubblici hanno affrontato l’esame di Stato, conservando esperienze diverse tra difficoltà, voti brillanti e curiosi retroscena dai loro anni di scuola.

Maturità 2026: oltre 500mila studenti affrontano l’esame che apre una nuova fase della vita

La Maturità 2026 rappresenta per circa 527mila studenti italiani il traguardo conclusivo di cinque anni di scuola superiore e l’inizio di un nuovo percorso, tra università, formazione e mondo del lavoro. L’esame ha preso il via questa mattina, giovedì 18 giugno alle 8.30, con la prima prova scritta di italiano, uguale per tutti gli indirizzi, seguita il giorno successivo dalla seconda prova specifica per ciascun percorso di studi.

Anche quest’anno il momento della maturità conserva il suo valore simbolico: non è soltanto una verifica delle conoscenze acquisite, ma un passaggio che racchiude anni di impegno, esperienze personali e aspettative per il futuro. L’esame coinvolge studenti provenienti da licei, istituti tecnici e professionali, chiamati a confrontarsi con prove scritte e colloqui finali che puntano a valutare non solo la preparazione disciplinare, ma anche capacità di ragionamento, autonomia e maturazione personale.

Maturità 2026: Meloni, Salvini, Vannacci, Conte e Schlein. Tutti i voti dei politici

Il periodo degli esami di maturità porta con sé emozioni, tensioni e ricordi che restano impressi nel tempo. Tra le testimonianze più significative c’è quella del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sostenuto la maturità nel 1959 al liceo Liceo San Leone Magno. All’epoca il sistema era molto diverso da quello attuale: non esisteva un voto complessivo finale, ma una valutazione distinta per ogni disciplina dopo quattro prove scritte e numerosi colloqui orali. Mattarella ha ricordato il proprio risultato con precisione: “I miei voti: due 9, due 8, cinque 7″. I suoi compagni lo descrivevano come «elegante ed educato», una persona «riservata fino alla timidezza» e uno studente caratterizzato da «forti e chiari principi morali».

Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha completato il percorso scolastico prima di intraprendere gli studi universitari in Giurisprudenza. Dopo il trasferimento della famiglia dalla Sicilia a Milano durante l’adolescenza, ha frequentato il collegio svizzero Institut auf dem Rosenberg, dove ha conseguito il diploma.

Un ricordo particolare è quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in passato ha raccontato il suo periodo scolastico descrivendosi come una studentessa vivace e impegnata. Intervistata da Skuola.net, quando era ancora alla guida del principale partito di opposizione, spiegò: “Da ultimo banco: 7 in condotta e media del 9“. Il suo diploma in lingue è arrivato con il massimo dei voti, 60/60, presso l’istituto tecnico professionale a indirizzo linguistico Amerigo Vespucci.

Anche altri rappresentanti della politica italiana hanno ricordato il proprio esame di maturità, tra risultati eccellenti e qualche difficoltà affrontata durante gli anni del liceo. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha conseguito il diploma presso il Liceo Cantonale Lugano 1 con indirizzo letterario, ottenendo una media di 6/6. Successivamente ha studiato Giurisprudenza all’Università di Bologna, specializzandosi in ambito internazionale.

L’ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha frequentato invece il liceo classico Liceo Classico Pietro Giannone negli anni Ottanta, concludendo la maturità con un risultato pieno: 60/60.

Tra i ricordi più curiosi c’è quello del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha raccontato con nostalgia gli anni trascorsi al Liceo Manzoni: “Se potessi tornerei agli anni del Manzoni a Milano, con i miei italiano e latino allo scritto, greco e storia all’orale, e un 48 finale“. Dopo il diploma si iscrisse all’università, passando da Scienze Politiche a Scienze Storiche senza però completare il percorso di laurea.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha ottenuto la maturità classica nel 1979 presso il Liceo Classico Berchet. Ha raccontato di non essere stato uno studente modello in senso tradizionale, ricordando soprattutto la difficoltà con matematica, materia che aveva trascurato per alcuni mesi. Riuscì comunque a recuperare con un intenso periodo di studio finale. Conserva ancora il ricordo del tema di maturità dedicato a Carlo Porta e di un sogno ricorrente in cui doveva ripetere l’esame. Il voto conclusivo fu 56/60.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invece definito il proprio rendimento scolastico equilibrato: “Ero uno studente medio, bravo in alcune materie, più in difficoltà in altre. Durante gli anni del liceo classico racconta di aver avuto anche qualche insuccesso, come un 1 in un compito di greco, ma senza mai essere rimandato o bocciato. Alla maturità ha ottenuto 48/60 e successivamente ha conseguito la laurea in Giurisprudenza.

Il generale Roberto Vannacci ha conseguito la maturità scientifica nel 1986 presso il Liceo Statale Leonardo da Vinci. Nel corso della sua carriera ha poi ottenuto diversi titoli accademici, tra cui la laurea magistrale in Scienze Strategiche all’Università degli Studi di Torino, una laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche a Trieste, una in Scienze Militari a Bucarest e due master di secondo livello.

A completare il quadro dei ricordi legati alla maturità ci sono anche altri protagonisti della politica italiana, con percorsi scolastici e risultati differenti. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha vissuto un percorso scolastico particolarmente brillante, concludendo l’esame di Stato con il massimo risultato: 60/60.

Anche l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Salis ha ottenuto un risultato eccellente: ha conseguito la maturità presso il Liceo Classico Bartolomeo Zucchi con il massimo dei voti, pari a 100/100.

Tra i risultati meno vicini alla perfezione, ma comunque parte di esperienze scolastiche ricordate negli anni, c’è quello dell’ex presidente della Camera Roberto Fico, che ha concluso il percorso liceale con una valutazione di 40/60. Anche Luigi Di Maio ha invece ottenuto un risultato di assoluto rilievo, superando l’esame di maturità con il massimo punteggio: 100/100.

Queste testimonianze mostrano come, al di là dei voti finali, la maturità rappresenti un ricordo significativo per chiunque l’abbia affrontata, anche per coloro che negli anni successivi hanno ricoperto ruoli di primo piano nelle istituzioni italiane.

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