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Meloni interviene sul referendum e chiarisce il nodo dimissioni: cosa accadrà se dovesse vincere il No

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Con un intervento pubblicato online, la premier Meloni affronta il tema del referendum e respinge le polemiche: il voto sulla riforma, chiarisce, non è legato alle dimissioni dell’esecutivo.

Il referendum sulla giustizia accende il dibattito politico è così che a intervenire, direttamente, è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Meloni sul referendum: “Non trasformiamolo in un voto contro il governo”

Un video sui social, pochi minuti. Ma il messaggio è senz’altro molto chiaro…

Giorgia Meloni entra nel dibattito sul referendum sulla giustizia e prova a mettere un punto fermo.

La presidente del Consiglio lo dice subito, quasi senza giri di parole. Il referendum — spiega — riguarda la riforma della giustizia. Non il destino del governo, punto.

Nel video pubblicato sui suoi canali social, la leader di Fratelli d’Italia parla apertamente di una “trappola”. Secondo la premier Meloni alcune forze politiche potrebbero spingere incautamente gli elettori a usare il voto come uno strumento per colpire l’esecutivo. Non il merito della riforma, quindi. Ma virando più su quella che potrebbe essere quasi una battaglia politica

Il punto, per Palazzo Chigi, sarebbe proprio questo: separare i due piani. Da una parte il contenuto della riforma, dall’altra la stabilità dell’esecutivo.

“Si vota su una riforma della giustizia”, spiega Meloni nel video pubblicato online, invitando gli elettori a non farsi trascinare — dice — in una dinamica che trasformerebbe il referendum in una sorta di giudizio sull’operato del governo.

Il ragionamento della premier è semplice. La riforma, sostiene, rappresenta un passaggio necessario per il sistema giudiziario italiano. E dovrebbe essere valutata solo per quello che contiene. Non per gli equilibri politici del momento.

Un modo, secondo Meloni, per riportare la discussione sul merito delle norme. O almeno provarci. Perché il clima politico, nelle ultime settimane, è diventato sempre più acceso.

Il nodo delle dimissioni: la premier Giorgia Meloni chiarisce cosa accadrà dopo il referendum

Il tema più discusso, però, è un altro, ovvero le possibili conseguenze politiche del voto.

In queste settimane — tra talk show, interviste, dichiarazioni incrociate — è circolata una domanda piuttosto diretta: cosa succede al governo se il referendum dovesse bocciare la riforma?

La risposta della premier arriva netta. Senza esitazioni.

Nel suo intervento social, Meloni respinge l’idea che un eventuale esito negativo del referendum possa portare a dimissioni dell’esecutivo. “Non è così”, chiarisce.

Il governo, ricorda la presidente del Consiglio, ha portato avanti diverse proposte di riforma nel corso della legislatura. E il referendum rappresenta semplicemente uno dei momenti in cui i cittadini sono chiamati a esprimersi.

Spetta agli elettori decidere, certo. Ma questo — sottolinea la premier — non significa che il voto determini automaticamente la caduta del governo.

Anzi. L’obiettivo dichiarato resta un altro: arrivare fino alla fine della legislatura. Solo allora, dice Meloni, sarà il momento del vero giudizio politico.

Quello degli italiani.

“Alla fine del mandato”, spiega infatti nel video, il governo si sottoporrà al giudizio degli elettori valutando il lavoro svolto durante questi anni a Palazzo Chigi.

Insomma, il messaggio che arriva dalla premier prova a tracciare una linea piuttosto netta: il referendum non è — e non deve diventare — un voto di fiducia sull’esecutivo.