> > Migranti in Spagna, l'attacco diretto al Ministro Antonio Tajani

Migranti in Spagna, l'attacco diretto al Ministro Antonio Tajani

Migranti in Spagna, l'attacco diretto al Ministro Antonio Tajani

La spagna chiederà solidarietà all'Europa domani a Bruxelles ed apre ad una polemica con l'Italia per il comportamento adottato.

Il tema dei migranti che hanno affollato le coste di Ceuta arrivati dal Marocco e dal Nord Africa a nuoto ha tenuto banco per tutto il fine settimana, svelando di fatto quanto è successo ed il tam tam social che ha portato tantissimi migranti a tentare la traversata per provare ad entrare, senza successo, in Europa tramite il confine spagnolo.

Presidente Vivas, numeri sbagliati, ancora tanti migranti su isola

Il presidente di Ceutam Vivas, ha parlato ai microfoni della televisione spagnola spiegando che i numeri e le notizie circolate sono false, ad oggi lunedì 3 agosto vi sono ancora nell’isola dai 3 ai 5 mila migranti che attendono di essere rimpatriati.

La gestione da parte della piccola comunità spagnola è stata esemplare per il numero di persone arrivate e per quelle che erano e sono effettivamente le sue capacità di contenimento, anche se ovviamente delude la totale assenza di aiuti umanitari per provare a risolvere il problema.

Il ministro Albares, polemica con Tajani e l’Italia

La chiusura dello spazio Schengen da parte dell’Italia nei confronti della Spagna ha naturalmente alimentato polemica all’interno del governo spagnolo.

A parlare è il ministro Albares che ha attaccato Tajani, in quanto l’Italia, paese che registra il maggior numero di migranti sul proprio territorio, aveva chiesto solidarietà ed i paesi europei gliel’avevano e gliela danno.

Egli vorrebbe lo stesso da Bruxelles, come riporta Il Fatto Quotidiano, nell’incontro in programma domani ovvero che i 27 paesi offrissero solidarietà alla Spagna nella gestione dei migranti, anche se già gran parte è stata rimpatriata in sole 48 ore.

Secondo Albares il comportamento dell’Italia è stato fatto per rimettere al centro il “modello Albania” ovvero i CPR che sono tutt’ora vuoti e avrebbero dovuto accogliere i migranti.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app