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Mondiali 2026: il ct dell'Egitto e il gesto politico che ha diviso gli spettatori

Mondiali 2026: il ct dell'Egitto e il gesto politico che ha diviso gli spettatori

Durante i Mondiali 2026, il ct dell'Egitto Hossam Hassan ha attirato l'attenzione con un gesto politico e una reazione accesa verso un tifoso argentino.

Il calcio, spesso considerato un campo neutrale, è diventato palcoscenico di tensioni politiche durante i Mondiali 2026. Al centro della polemica, il commissario tecnico dell’Egitto, Hossam Hassan, e un gesto che ha scatenato reazioni contrastanti tra gli spettatori e gli appassionati.

La partita tra Egitto e Argentina, giocata il 7 luglio ad Atlanta, è stata solo il pretesto per un episodio che ha portato alla luce questioni ben più complesse.

Hassan, noto per le sue prese di posizione, ha usato il palcoscenico del torneo per lanciare un messaggio forte sul dramma del popolo palestinese.

La conferenza stampa che ha cambiato il tono dei Mondiali

Alla vigilia della partita contro l’Argentina, Hossam Hassan ha sorpreso tutti durante la conferenza stampa. Invece di parlare di tattiche o di come affrontare Lionel Messi, ha scelto di affrontare un tema delicato: la situazione in Palestina.

“Se una persona, in qualsiasi parte del mondo, non prova compassione per il popolo palestinese, allora ha perso parte della sua umanità”, ha dichiarato.

Hassan, miglior marcatore nella storia della Nazionale egiziana con 69 reti, ha spiegato che il suo gesto di sfoggiare la bandiera palestinese dopo la vittoria contro l’Australia era “semplicemente una reazione umana”.

“Prima di essere arabo, musulmano, cristiano o qualsiasi altra cosa, sono un essere umano”, ha aggiunto, trasformando il calcio in un veicolo per un messaggio di umanità.

Il gesto del tifoso argentino e la reazione di Hassan

Durante la partita, un tifoso argentino ha sventolato una bandiera israeliana in direzione della panchina egiziana, un gesto che ha scatenato la rabbia di Hassan. Il ct ha urlato al tifoso di abbassare la bandiera e ha avuto un alterco con un fotografo, reo di avergli puntato la fotocamera troppo vicino al volto. La scena è diventata virale sui social, alimentando ulteriormente la polemica.

Dopo la partita, persa 3-2, Hassan ha espresso la sua frustrazione non solo per il risultato, ma anche per quello che considera un’ingiustizia arbitrale. “Oggi tocca all’Egitto, chissà chi sarà il prossimo”, ha detto, riferendosi al gol annullato all’Egitto. “Il calcio sta diventando ossessionato dal trovare motivi per annullare i gol invece di premiare il gioco offensivo”, ha aggiunto.

Il calcio come strumento di protesta

Il gesto di Hassan non è passato inosservato. Alcuni filmati diffusi da Al Jazeera hanno mostrato persone a Gaza che festeggiavano il successo dell’Egitto sventolando bandiere egiziane. La bandiera palestinese è comparsa in diverse partite disputate tra Stati Uniti, Canada e Messico, soprattutto nelle gare che hanno coinvolto Nazionali di Paesi a maggioranza musulmana.

La FIFA, che vieta l’esibizione di simboli politici durante il torneo, ha permesso l’uso della bandiera palestinese in quanto riconosciuta da una federazione affiliata. Questo ha dato a Hassan la possibilità di usare il palcoscenico dei Mondiali per lanciare un appello: “Attraverso il calcio, che è il soft power più forte del mondo, voglio lanciare un messaggio: lasciate vivere il popolo palestinese.”

La partita tra Egitto e Argentina ha mostrato come il calcio possa essere un campo di battaglia per questioni politiche e sociali. Hossam Hassan ha usato la sua posizione per portare l’attenzione su un dramma spesso ignorato, trasformando una conferenza stampa e una partita in un momento di riflessione globale.

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