> > Morta a 11 anni Giorgia Kus, da anni combatteva contro una malattia rara

Morta a 11 anni Giorgia Kus, da anni combatteva contro una malattia rara

Morta a 11 anni Giorgia Kus, da anni combatteva contro una malattia rara

Giorgia Kus è morta a 11 anni dopo una grave crisi respiratoria in Spagna: era conosciuta come la “Principessa Sorriso”.

È morta a soli 11 anni Giorgia Kus, la bambina conosciuta da tantissime persone come la “Principessa Sorriso”. Da anni affrontava una grave e rara malattia che aveva profondamente cambiato la sua quotidianità. La notizia della sua scomparsa è stata comunicata dalla famiglia attraverso la pagina social che aveva accompagnato il suo lungo percorso: «Giorgia non ce l’ha fatta».

Dalla malattia alla riabilitazione, la lunga battaglia della piccola Giorgia Kus

Originaria di Trieste, Giorgia aveva iniziato ad avere seri problemi di salute quando aveva appena quattro anni. In seguito a un’infiammazione alla schiena aveva perso la capacità di camminare, mentre successivamente erano comparse anche importanti difficoltà respiratorie. Nel 2019 le sue condizioni erano diventate particolarmente gravi, tanto da rendere necessario il ricovero nella terapia intensiva pediatrica di Padova.

Per lungo tempo la natura della patologia che l’aveva colpita era rimasta difficile da individuare.

La famiglia, composta da mamma Francesca e papà William, aveva deciso di trasferirsi nel Trevigiano per consentirle di seguire le cure e un percorso riabilitativo adeguato. A Conegliano, anche attraverso lunghi mesi di terapie alla Nostra Famiglia, erano arrivati piccoli ma importanti progressi.

La sua storia era diventata nel frattempo conosciuta grazie alla pagina Facebook “La Forza di Giorgia Kus”, utilizzata dai genitori per condividere difficoltà, miglioramenti e traguardi della figlia e seguita nel tempo da centinaia di migliaia di persone.

Tra le conquiste più recenti c’era stata anche quella legata alla scuola. Giorgia desiderava continuare a studiare insieme ai suoi coetanei, ma a Conegliano non era stata trovata inizialmente una scuola media capace di accoglierla tenendo conto delle sue necessità. La soluzione era poi arrivata a Rua di Feletto, nell’ambito dell’Istituto comprensivo 3 di Conegliano, permettendole di proseguire il suo percorso scolastico.

Il viaggio in Spagna e l’improvviso peggioramento: Giorgia Kus è morta a 11 anni

Nei giorni scorsi Giorgia era partita con la famiglia per la Spagna, dove avrebbe trascorso del tempo con il nonno paterno. Durante il soggiorno, però, le sue condizioni erano improvvisamente peggiorate a causa di una grave crisi respiratoria. I genitori l’avevano accompagnata immediatamente al pronto soccorso di Elche: «L’abbiamo subito portata in pronto soccorso ad Elche dove l’hanno immediatamente sedata e intubata», avevano raccontato sui social.

Vista la gravità della situazione, la bambina era stata successivamente trasferita in un ospedale più attrezzato ad Alicante, dove era stata riscontrata una polmonite. Erano emersi inoltre dei trombi alle gambe, per i quali i medici avevano previsto una terapia con eparina per scongiurare il rischio di embolie polmonari. «Ci hanno detto che è ha rischio di vita ma che c’è speranza. Le novità sono dei trombi nelle gambe, ora devono mettere eparina per scioglierli per evitare embolie polmonari», avevano scritto mamma e papà nelle ore più difficili.

Poi è arrivato l’annuncio della morte. La famiglia ha affidato ancora una volta alla pagina dedicata alla figlia poche e dolorose parole: «Scusate la brevità del post ma non so che scrivere ora. Giorgia non ce l’ha fatta».

Il soprannome “Principessa Sorriso” era legato anche alla fiaba scritta e pubblicata dalla mamma per raccontare alla figlia, attraverso un linguaggio adatto a una bambina, quanto le era accaduto. «Questa favoletta racconta in modo fiabesco quello che ha passato la mia bambina», aveva spiegato, raccontando di aver aggiunto nel tempo nuovi pezzi alla storia fino a trasformarla in una vera fiaba. «Ho deciso di farlo per lei». Giorgia lascia così una comunità che per anni aveva seguito il suo percorso, condividendo a distanza le difficoltà ma soprattutto le tante piccole conquiste raggiunte insieme alla sua famiglia.

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