Caso Luigi Esposito, il gip dispone il carcere per Ridha Rahmounim: il 26enne accusato dell’omicidio del giornalista sportivo è comparso davanti al giudice per l’udienza di convalida. Al centro dell’inchiesta la morte del 53enne, trovato senza vita e dato alle fiamme in un terreno agricolo a Eboli.
La difesa: “Ci sono aspetti da approfondire”. Rahmounim racconta il rapporto con la vittima
Durante l’interrogatorio davanti al gip, Rahmounim avrebbe confermato quanto già dichiarato al pubblico ministero Alessandro Di Vico dopo l’arresto, fornendo però ulteriori dettagli sulla dinamica della vicenda. L’avvocato difensore Giovanni Mauri ha spiegato che il suo assistito sarebbe apparso “più sereno rispetto all’interrogatorio con il pm” e avrebbe ricostruito il rapporto avuto con Esposito, soffermandosi anche sugli eventi che avrebbero preceduto la tragedia.
Tra gli elementi emersi dalla versione dell’indagato ci sarebbe anche il riferimento alla propria fede musulmana: Rahmounim avrebbe sostenuto che il suo credo “gli impedirebbe rapporti tra persone dello stesso sesso e al di fuori del matrimonio”, collegando questo aspetto al disagio che avrebbe provato per alcune presunte attenzioni ricevute dalla vittima.
Una circostanza che potrebbe rappresentare uno dei punti centrali della strategia difensiva, nell’ipotesi di una diversa valutazione della condotta contestata.
L’avvocato Mauri, al termine dell’udienza, ha comunque sottolineato la necessità di ulteriori verifiche: “Ci sono degli aspetti, già emersi durante l’interrogatorio a seguito del fermo, che devono essere sicuramente approfonditi”. Il legale ha aggiunto che, in casi “così drammatici e complessi”, è necessario analizzare alcuni aspetti della vita delle persone coinvolte, precisando che si tratta di approfondimenti utili alla ricostruzione dei fatti e non di “gossip becero”.
Secondo la difesa, inoltre, alcuni dettagli tecnici potrebbero incidere sull’attuale contestazione: “Ci sono degli aspetti tecnici che riguardano effettivamente l’evento della morte della vittima e che potrebbero cambiare l’attuale capo di imputazione, che è un capo di imputazione momentaneo”, ha dichiarato Mauri. Restano invece senza conferme le ipotesi su un eventuale coinvolgimento di altre persone.
Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire ogni passaggio della notte dell’omicidio. Esposito sarebbe arrivato sul posto a bordo della sua auto, mentre Rahmounim avrebbe raggiunto la zona in bicicletta: entrambi sarebbero stati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza presenti lungo il percorso verso il terreno agricolo. Il 53enne, secondo quanto ricostruito finora, sarebbe stato aggredito e poi dato alle fiamme mentre era ancora in vita.
Morte di Luca Esposito: disposto il carcere per il 26enne accusato di omicidio
Come riportato dall’Ansa, udienza di convalida per Rahmounim: il gip dispone il carcere per l’accusato della morte di Luigi Luca Esposito. Nel carcere di Salerno si è svolta l’udienza di convalida del fermo di Ridha Rahmounim, il 26enne tunisino accusato dell’omicidio del giornalista sportivo salernitano Luigi “Luca” Esposito, 53 anni. Al termine dell’interrogatorio, durato circa un’ora, il giudice per le indagini preliminari pare abbia disposto per l’indagato la misura cautelare in carcere, confermando il quadro accusatorio. Nei suoi confronti sono contestati i reati di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione, oltre alla soppressione di cadavere.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Rahmounim, irregolare sul territorio italiano e già destinatario di un provvedimento di rimpatrio, avrebbe ucciso Esposito nella notte tra il 18 e il 19 luglio in un terreno agricolo nella zona di Cioffi, a Eboli, per poi dare fuoco al corpo. Il 26enne era stato individuato e fermato dai carabinieri all’interno di un casolare abbandonato della zona dopo una complessa attività investigativa, basata anche sull’analisi delle impronte digitali, dei dati delle celle telefoniche e di altri elementi raccolti dagli investigatori.
Il movente resta ancora coperto dal riserbo degli inquirenti, che finora hanno parlato soltanto di “motivi privati e personali”. Secondo quanto emerso dalle indagini, quello tra Esposito e il presunto assassino, che avrebbe confessato il delitto, sarebbe stato un incontro organizzato e non considerato pericoloso dalla vittima, nonostante il luogo isolato. I due si sarebbero conosciuti da circa un mese, anche se altri elementi investigativi farebbero risalire i primi contatti a un periodo precedente.
