È morto Sandro Mazzola, una delle figure più importanti nella storia dell’Inter e del calcio italiano. La storica bandiera nerazzurra aveva 83 anni. L’annuncio è arrivato direttamente dal club, che ha ricordato l’ex calciatore con un lungo messaggio pubblicato nella notte tra venerdì e sabato 19 settembre. Mazzola si è spento nel giorno del centesimo anniversario dello stadio San Siro, un luogo simbolo della sua carriera e della storia nerazzurra.
L’Inter ha scelto parole cariche di emozione per salutare uno dei protagonisti della Grande Inter: “La voglia di ricordare si mischia con il pudore“, si legge nel comunicato del club. Una vita interamente legata al calcio e, soprattutto, ai colori nerazzurri. Mazzola entrò nel settore giovanile dell’Inter da bambino e con quella maglia avrebbe costruito praticamente tutta la sua carriera da calciatore.
Sandro Mazzola: dalla tragedia di Superga alla leggenda della Grande Inter
Sandro Mazzola aveva poco più di sei anni quando perse il padre Valentino, capitano del Grande Torino, nella tragedia di Superga del 4 maggio 1949. Un cognome importante e un’eredità sportiva pesante, che avrebbe accompagnato tutta la sua vita. Ma Sandro riuscì a costruire una storia personale e calcistica altrettanto significativa.
A soli otto anni iniziò a vestire la maglia dell’Inter. Il passaggio in prima squadra arrivò negli anni successivi e uno degli episodi simbolo fu la partita Juventus-Inter del 10 giugno 1961. Per protesta contro la decisione di far ripetere la gara, l’Inter schierò la formazione Primavera e tra i giovani c’era anche Mazzola, che segnò su rigore il suo primo gol con la prima squadra a 18 anni.
Da quel momento iniziò l’epopea della Grande Inter di Helenio Herrera. Mazzola divenne uno dei volti di quella squadra capace di conquistare trofei e scrivere pagine memorabili del calcio europeo. Con l’Inter vinse quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Nel 1964 fu capocannoniere della Coppa dei Campioni con sette gol, mentre nel 1965 conquistò il titolo di capocannoniere della Serie A con 17 reti. Nel 1971 arrivò anche il secondo posto nella classifica del Pallone d’Oro, alle spalle di Johan Cruyff. Conclusa la carriera da calciatore, Mazzola rimase legato al mondo del calcio e ricoprì incarichi dirigenziali, prima all’Inter e successivamente al Torino. Tra le operazioni più celebri della sua esperienza da dirigente ci fu quella che portò Ronaldo all’Inter: il brasiliano, secondo il ricordo del club, fu convinto anche dall’intervento di Mazzola e Massimo Moratti a scegliere la maglia nerazzurra.
Sandro Mazzoli morto dopo una lunga malattia
Da tempo, secondo quanto riportato, combatteva contro una lunga malattia, ma l’Inter non ha diffuso dettagli sulle sue condizioni di salute, mantenendo riservato l’aspetto più personale della vicenda. Il club ha ricordato Mazzola come un uomo che aveva dedicato la propria vita all’Inter e che aveva un ultimo desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca anche quando è impossibile vincere“.
Per ora non sono stati comunicati dettagli ufficiali sulla camera ardente e sui funerali. L’Inter, intanto, ha annunciato che nel pomeriggio, prima della partita contro la Roma allo stadio Olimpico, renderà omaggio alla sua storica bandiera.
