È morto a 96 anni Don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore di Exodus, realtà nata per sostenere i giovani alle prese con dipendenze e situazioni di disagio. Per decenni ha rappresentato una voce autorevole nell’ambito dell’impegno sociale, dedicando il suo lavoro all’accoglienza, al recupero e alla tutela delle persone più fragili.
È morto Don Antonio Mazzi, aveva 96 anni: addio al fondatore di Exodus
Come riportato da La Cronaca di Verona e Corriere della Sera, è morto oggi, venerdì 31 luglio, a Milano don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore di Exodus. Aveva 96 anni. Nato a Verona il 30 novembre 1929, ha dedicato gran parte della sua vita ai giovani in difficoltà, alle famiglie fragili e alle persone alle prese con dipendenze, marginalità e percorsi di reinserimento.
Nelle ultime settimane le sue condizioni di salute erano diventate più delicate, con alcuni ricoveri e continui peggioramenti. Fino agli ultimi momenti è stato assistito dai suoi ragazzi e dalle collaboratrici che considerava la sua famiglia, nella Cascina che per anni è stata la sua casa e il cuore della sua attività. Questa mattina, però, una nuova crisi ha fatto capire che le sue condizioni non sarebbero più migliorate.
Don Mazzi pare si sia spento alle 17.
È morto Don Antonio Mazzi: dalla comunità Exodus all’impegno per i più fragili
Come ricorda La Cronaca di Verona, la sua eredità è legata soprattutto a Exodus, realtà nata per offrire sostegno ai giovani alle prese con la tossicodipendenza e con altre forme di disagio. Nel corso degli anni, dal suo impegno sono nati anche i Centri Giovanili don Mazzi, con base a Verona, pensati per intervenire prima che le situazioni di difficoltà diventino più gravi e richiedano percorsi di recupero particolarmente complessi.
Sacerdote dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, aveva affiancato alla formazione religiosa una solida preparazione in ambito pedagogico e psicologico, sviluppando un approccio diretto e concreto all’educazione e all’accoglienza. La sua voce è stata per decenni presente nel dibattito sulle dipendenze, sull’emarginazione e sulla tutela delle persone più vulnerabili. Giornalista, aveva inoltre collaborato con numerosi quotidiani e riviste nazionali, diventando un volto conosciuto anche in televisione. Per il suo impegno sociale e civile aveva ricevuto diversi riconoscimenti. I funerali saranno celebrati lunedì pomeriggio alle 15 nella chiesa di Sant’Ambrogio a Milano.
