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Morto il cannibale di Kobe, chi era Issei Sagawa? Aveva mangiato una studentessa a Parigi nel 1981

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Issei Sagawa, meglio noto come il cannibale di Kobe, è morto da uomo libero all’età di 73 anni. Ha ucciso e mangiato la studentessa Renee Hartevelt.

Il cannibale di Kobe è morto: l’uomo ha vissuto in libertà fino al giorno della sua scomparsa senza mai pentirsi di aver ucciso, violentato e mangiato la studentessa olandese Renee Hartevelt.

Morto il cannibale di Kobe, chi era Issei Sagawa?

È morto all’età di 73 anni Issei Sagawa, meglio noto come il cannibale di Kobe. A quanto si apprende, l’uomo è deceduto a causa di una polmonite mentre si trovava in un appartamento situato alla periferia di Tokyo.

Sagawa è stato rinominato “il cannibale di Kobe” dopo aver ucciso, stuprato e infine mangiato una ragazza olandese di 25 anni, identificata come Renee Hartevelt. I fatti si sono consumati a Parigi a giugno del 1981, città presso la quale l’uomo studiava letteratura inglese alla Sorbona.

All’epoca dei fatti, Sagawa venne dichiarato inabile a sostenere il processo e suo padre Akira Sagawa riuscì a ottenere l’estradizione in Giappone. Una volta in patria, il cannibale di Kobe venne rimesso in libertà dopo circa un anno di reclusione.

Nato il 26 aprile 1949 a Kobe, Issei Sagawa è diventato famoso come il cannibale giapponese o il cannibale di Kobe per essersi reso protagonista del drammatico caso di cronaca nera avvenuto a Parigi.

Al momento del delitto di Renee Hartevelt, l’omicida aveva 32 anni. Sulla base delle ricostruzioni effettuate dalle autorità francesi, Sagawa invitò la vittima a casa per una cena e poi le tolse la vita sparandole un colpo di fucile alle spalle.

Aveva mangiato una studentessa a Parigi

Dopo la morte, la 25enne venne violentata e fatta a pezzi per poi essere mangiata per tre giorni. Scoperto a sbarazzarsi dei resti della ragazza olandese, il cannibale venne arrestato dalla gendarmeria di Parigi che trovò altri pezzi del cadavere di Renee nel congelatore dell’uomo.

“Mangiarla è stata un gesto supremo d’amore”, disse Sagawa alle autorità che lo avevano scoperto.

In Francia, l’allora 32enne venne considerato pazzo e fu disposto il trasferimento in un istituto psichiatrico presso il quale restò fino al 1985. Nel medesimo anno, il padre del cannibale ottenne l’estradizione in Giappone dove fu nuovamente dichiarato sano di mente. In patria, Sagawa ha vissuto da uomo libero ed è morto senza mai pentirsi del delitto commesso.

Poco prima di morire, aveva rilasciato un’intervista a Vice in occasione della quale aveva rivelato di essere “ossessionato dal cannibalismo” e aggiunse che il “desiderio di mangiare una donna è diventato imperativo”. Dalla drammatica vicenda, nel corso degli anni, l’omicida ha scritto e venduto libri in cui ha narrato con dovizia di particolari la tragica morte della studentessa olandese, traendo profitto dall’accaduto.