Muschio per il presepe: erano 50 kg di marijuana
Muschio per il presepe: erano 50 kg di marijuana
Cronaca

Muschio per il presepe: erano 50 kg di marijuana

Marjuana
Il ritrovamento

Arrestati ad Ardea (Roma) quattro malviventi che avevano cercato di spacciare 50 kg di marijuana per muschio per il presepe da consegnare a domicilio.

Un gruppo di malviventi ha provato a spacciare 50 chili di marijuana che stava per consegnare a domicilio sotto forma di “muschio per il presepe”. Tuttavia la spiegazione non ha convinto i poliziotti del commissariato di Primavalle che su una strada di Ardea, in provincia di Roma, hanno fermato una macchina con il carico e arrestato tre uomini di nazionalità polacca ed una donna di nazionalità ucraina. La vettura con targa polacca era stata vista spesso passare nella stessa via Boccea, e ciò ha insospettito gli inquirenti. Era guidata dal capo dell’organizzazione criminale, un polacco di 35 anni identificato solo con le iniziali K.K., il quale, oltre la droga, aveva con sè un bottino di 9.000 euro.

La perquisizione

I pacchi

I quattro sono stati perquisiti in un casolare di Ardea. Oltre ai 50 grammi di marijuana, avevano con loro anche 5.000 euro, un block- notes che serviva a tenere la contabilità della “merce”; altri 30 chilogrammi di marijuana nel bagagliaio, un bilancino di precisione per pesare la droga; altri 2 chilogrammi ancora di “roba” imbustata e pronta per la vendita, e 2.400 euro in contanti.

Arresto

L’accusa per gli arrestati è di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente.

I precedenti

Presepe con muschio vero

Purtroppo non è certo la prima volta che della marijuana viene spacciata per addobbo natalizio: il 6 dicembre dello scorso anno, a Napoli, due giovani hanno provato a fornire la stessa bizzarra giustificazione alla polizia che li ha fermati mentre viaggiavano su un’auto, ma anche in questo caso non sono riusciti ad ingannare le autorità.

In realtà erano in possesso di 3.5 chilogrammi cannabis trovati in una busta. Sono stati processati per direttissima e sono finiti ai domiciliari dato che erano incensurati e dato che il loro avvocato ha impostato la sua linea difensiva sul fatto che i due detenessero “droga leggera” – come in effetti è da molti ritenuta, tanto da battersi per la sua legalizzazione a fini medici -.

Sempre nel Napoletano e precisamente nel comune di Giugliano, il 17 dicembre scorso sono stati arrestati altri due giovani, Salvatore Tesone, 35 anni e Giuseppe Belluomo, 34, che trasportavano in macchina 5 chili di “Maria” o “Maria Giovanna” (mari- juana in spagnolo) com’è anche chiamato in gergo questo tipo di droga – ricordate la celebre canzone degli Articolo 31 negli Anni Novanta? -. Tesone e Belluomo hanno cercato di sottrarsi alla cattura e poi hanno aggredito i carabinieri, ma infine si sono aperte per loro le porte del carcere con le accuse di detenzione di stupefacente a fini di spaccio. La droga è stata trovata in un borsone, conservata in cinque buste. Ancora una volta “l’erba del presepe”, si è dimostrata “erba” e basta.

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