×
L’opinione di Giulio Cavalli

Nascondere i dati per non turbare i cittadini è una soluzione che piace solo ai collusi

Non vedere per non dovere affrontare è una tattica talmente cretina che il film “Don’t look up” l’ha trasformata in una grottesca parodia. Solo che la parodia è qui.

matteo bassetti 2 768x512

Per spostare una questione sanitaria nel campo della narrazione servono poche qualità coincidenti: serve una stampa che in gran parte appoggi questa strategia offrendo un concorso esterno e evitando di fare domande troppo intelligenti, servono commentatori plaudenti che scambiano il condividere per il commentare, serve lo spettro di una crisi economica che procuri più morti dei malati e serve una buona dose di inconsistenza politica all’interno del Parlamento.

Tutti gli ingredienti sono ampiamente disponibili e non è un caso che in questi ultimi giorni si riesca addirittura ad accendere un dibattito che verte sul rendere settimanale il bollettino dei contagi. Di fronte a una proposta del genere (avanzata dal solito noto Bassetti che in un Paese normale sarebbe considerato ben poco autorevole per tutte le sue previsioni fallaci in questi due anni) ci si aspetterebbe una sonora risata.

Nascondere i dati per non “turbare” troppo i cittadini (e soprattutto i governanti) è una soluzione che può piacere agli stolti, agli ingenui o ai collusi.

Non vedere per non dovere affrontare è una tattica talmente cretina che il film “Don’t look up” l’ha trasformata in una grottesca parodia. Solo che la parodia è qui.

Eppure non dovrebbe sfuggire che questa proposta (che sembra addirittura sia in valutazione da parte del governo) è perfettamente in linea con la strategia che si è deciso di adottare per affrontare la pandemia: attutire il virus parlando di “raffredorizzazione” per essere poi smentiti dall’OMS, virare tutto il discorso sulla guerra ai non vaccinati come se il problema dei positivi (e dei sintomatici) su un numero così ampio di vaccinati non sia comunque una questione da gestire, seppellire il problema dei tamponi e del tracciamento sotto una presunta “errata gestione dei timori” dei cittadini, aizzare l’odio contro i dipendenti pubblici (quello è un gioco sempre facile), spostare la questione della scuola in una guerra inesistente tra filo-Dad e aperturisti.

Avevano promesso che si sarebbe agito solo su evidenze scientifiche e invece la strategia è solo un gioco di narrazione.

Nascondere i dati è il miglior regalo ai complottisti

C’è un altro punto che sembra sfuggire: in un momento in cui si fatica a governare la percezione infiammata dai social nascondere i dati è il miglior regalo che si possa offrire ai complottisti di qualsiasi genere. Non solo: un governo che negli ultimi mesi ha cominciato a ripetere “aspettiamo di vedere i dati prima di agire” ora vorrebbe condividerli solo tra ministri e Cts.

Davvero sembra una buona idea?

C’è solo un modo per essere autorevoli alla guida di un governo in piena pandemia: dire la verità, dire tutte le verità, mettere a disposizione più dati possibili perché sia possibile verificare l’impatto delle diverse misure prese. Al paternalismo del governo scorso ora abbiamo aggiunto anche lo snobismo di questi.

In compenso si potrebbe adottare una soluzione settimanale per certi virologi, mi riferisco a coloro che negli ultimi 2 anni sono riusciti a dire tutto e il contrario di tutto rivendendoci ogni volta come “verità inoppugnabile” situazioni che si sono poi rivelate opposte: Bassetti e compagnia cantante potrebbe ridurre le proprie comparsate a una sola occasione settimanale. Avrebbero il tempo di meditare le parole che usano per conquistarsi qualche ritaglio di giornale e soprattutto avrebbero modo di accorgersi che la difficile fiducia nella scienza è spesso figlia del loro narcisismo.

A proposito di scienza, i dati vanno comunicati quotidianamente all’OMS che, probabilmente per fare un dispetto a Bassetti, li comunica ogni giorno al mondo. Quindi stiamo discutendo di niente. Ancora una volta.

Contents.media
Ultima ora