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Un episodio recente ha suscitato una serie di reazioni e dibattiti riguardo al servizio di trasporto pubblico in Trentino. Un ragazzo di 17 anni, Fabrizio, ha vissuto un’esperienza poco piacevole mentre tentava di tornare a casa da un’escursione a Madonna di Campiglio. La situazione solleva interrogativi non solo sulle procedure interne di Trentino Trasporti, ma anche sull’atteggiamento degli operatori verso i passeggeri.
La situazione iniziale
Il giovane si trovava in Trentino per uno stage presso un albergo e, durante un giorno libero, ha deciso di visitare i suoi compagni di classe. Al momento di salire a bordo della corriera, ha presentato la sua smart card, valida fino al 31 agosto 2026. Tuttavia, la strumentazione a bordo non è riuscita a leggerla correttamente. In un primo momento, l’autista ha consentito al ragazzo di salire, considerando la situazione un semplice disguido.
Il ritorno a casa e il malfunzionamento
Al termine della giornata, Fabrizio ha atteso la corriera per il ritorno verso Pinzolo. Purtroppo, il problema alla smart card si è ripresentato. Questa volta, l’autista ha richiesto il pagamento di un biglietto di 2,50 euro. Non avendo contanti a disposizione, il ragazzo ha chiesto se potesse pagare con il bancomat, ma l’autista ha risposto che questa opzione non era disponibile. La risposta che ha ricevuto è stata sorprendente: “Mi dispiace, te la puoi fare a piedi”. La situazione si è fatta critica, considerando che il giovane si trovava di fronte a una distanza di 13 chilometri da percorrere a piedi, in condizioni di oscurità e freddo.
La soluzione inaspettata
Fortunatamente, durante l’incidente, un passeggero, un turista proveniente da Caserta, ha assistito alla scena. Comprendendo la difficoltà del ragazzo, ha deciso di intervenire e ha offerto di pagare il biglietto per lui. Questo gesto di solidarietà ha permesso a Fabrizio di tornare a Pinzolo in modo sicuro, evitando di trovarsi abbandonato in una situazione precaria.
Le reazioni e le conseguenze
La madre di Fabrizio, furiosa per l’accaduto, ha condiviso la vicenda sui social e ha contattato Trentino Trasporti per chiedere chiarimenti sulla gestione di tali incidenti. Ha sottolineato come, nonostante fosse disponibile a pagare, il giovane si sia trovato in una situazione inaccettabile. La famiglia ha espresso la propria gratitudine verso il passeggero che ha aiutato Fabrizio, evidenziando l’importanza della solidarietà in situazioni di crisi.
Il comunicato di Trentino Trasporti
In risposta alle critiche sollevate, il presidente di Trentino Trasporti, Diego Salvatore, ha dichiarato che il malfunzionamento della smart card non era attribuibile alla strumentazione a bordo del mezzo. Ha ribadito che la politica aziendale non prevede pagamenti con bancomat sui mezzi e che, in caso di abbonamento non funzionante, l’autista non ha alternative. Salvatore ha inoltre negato che l’autista avesse pronunciato la frase attribuita al ragazzo, sottolineando che il personale è addestrato a gestire situazioni difficili con professionalità.
Questo episodio ha suscitato interrogativi rilevanti riguardo alla gestione del servizio pubblico e alla necessità di migliorare l’interazione tra passeggeri e operatori. La famiglia di Fabrizio ha intenzione di seguire la questione per ottenere risposte concrete su come prevenire il ripetersi di simili situazioni in futuro.