Morta Dawn Sturges: avvelenata dal gas nervino Novichok
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Morta Dawn Sturges: avvelenata dal gas nervino Novichok

Regno Unito colpito nuovamente dal Novichok. Due coniugi rimasti avvelenati: la donna è morta nella notte, il marito resta in condizioni critiche.

Questa notte si è avuta la conferma della morte di una donna di 44 anni, Dawn Sturges, avvelenata dallo stesso agente chimico nervino che solo quattro mesi fa ha colpito Julia e Sergey Skrypal: il Novichok.

Morta Dawn Sturges

Dawn Sturges viveva nella cittadina di Amesbury, nel sud del Regno Unito. Sabato 7 luglio 2018 alle 11.00 del mattino i paramedici hanno risposto ad una prima chiamata di emergenza proveniente dal suo appartamento. Questi sono stati chiamati dal marito in seguito al collasso della moglie. I paramedici sono dovuti intervenire una seconda volta, questa volta chiamati a soccorrere il marito, quando, come riporta l’amico presente che ha chiamato il pronto intervento, l’uomo ha cominciato a mostrare i segni di una fortissima sudorazione, a perdere saliva, e mostrava dei segni di un forte disorientamento.

Interviene l’antiterrorismo

La polizia di Wiltishire, la prima ad intervenire, ha in un primo momento creduto che si trattasse di due casi di avvelenamento da eroina o crack provenienti da una partita di droga “tagliata male”, ma dopo che gli esami medici hanno appurato trattarsi del pericoloso agente nervino è intervenuto l’antiterrorismo, che adesso guida le indagini che coinvolgono più di 100 investigatori, oltre agli uomini della polizia.

Data l’alta concentrazione delle sostanza rinvenuta sulle mani delle vittime, la cosa al momento più probabile secondo gli investigatori è che i due siano entrati in contatto con un oggetto o un contenitore contaminato dal Novichok in un ambiente chiuso.

L’agente nervino non ha forma gassosa, ed è in grado di mantenere la propria pericolosità per diversi mesi. Il contagio può avvenire per contatto, in quanto la sostanza è in grado di passare attraverso la pelle, senza bisogno di essere ingerita.

Al momento la polizia ha chiuso cinque zone nelle cittadine di Amesbury e Salisbury, e sta cercando di determinare quale è stato il veicolo di contagio attraverso il quale il nervino ha colpito la coppia di residenti inglesi. Una ricerca che potrebbe durare “delle settimane o anche dei mesi”, avvertono però gli investigatori, che cercano di determinare tutti gli spostamenti effettuati dalla coppia nelle 24 ore precedenti il loro ricovero, e per farlo stanno esaminando le oltre 1.300 ore di video di sorveglianza disponibili.

La reazione del governo inglese

Il primo Ministro Theresa May ha espresso vicinanza alle vittime dell’avvelenamento, aggiungendo che “il governo continuerà a fornire tutto il supporto necessario alle comunità locali colpite”. Il segretario per gli affari interni del Regno Unito, Sajid Javid ha detto che la principale linea investigativa percorsa al momento è tesa a stabilire l’esistenza di una eventuale correlazione tra questo caso e il caso Skrypal, che ha visto lo scorso 4 marzo venire colpiti dalla stessa sostanza padre e figlia nella vicina Salisbury.

Mosca ritenuta responsabile

Il Segretario ha richiamato la Russia a spiegare “esattamente che cosa stia succedendo”, aggiungendo che “saremo pronti a reagire alle azioni che minacciano la nostra sicurezza”.

Russia che secondo il responsabile del comitato speciale della camera Camera dei Comuni per gli affari esteri è responsabile per questo incidente, direttamente causato da quello che definisce un “crimine di guerra” russo, l’avvelenamento della ex spia russa Skrypal. Aggiungendo che l’uso di un agente nervino in zona civile rappresenta un “vile atto di terrore”.

Londra vede quindi come molto probabile il coinvolgimento di Mosca, ma il governo russo, come nel precedente caso, rispedisce ogni accusa al mittente. Infatti, dopo aver nei giorni scorsi offerto aiuto al governo inglese per le indagini, affida alla portavoce del ministero degli affari esteri, Maria Zakharova, l’invito ala polizia inglese a non prestarsi agli “sporchi giochi politici” di Londra. Zarakhova che si dice fiduciosa che questa storia non potrà che concludersi con le scuse formali di Londra nei confronti del suo governo.

I precedenti

La tensione tra i due paesi resta quindi alta. Una tensione portata in superficie dal già menzionato caso Skrypal, ma che ha radici più profonde.

Padre e figlia rappresentano infatti solo le ultime vittime di una serie di “incidenti” che negli ultimi anni hanno colpito ex spie o oligarchi russi residenti nel Regno Unito.

Una serie di omicidi mirati che presero il via con l’avvelenamento di Aleksandr Litvinienko, la ex spia che aveva lavorato per tanti anni al servizio di KGB prima, e di FSB poi, avvelenata nel 2006 in un bar di Londra con un thè a cui era stato aggiunto del Polonio, una sostanza radioattiva che ne aveva causato una lenta e dolorosa morte.
Serie di morti sospette che è proseguita negli anni successivi, secondo autorevoli fonti giornalistiche in almeno altri 11 casi.

Casi inizialmente catalogati come incidenti o suicidi, su cui inizialmente la polizia aveva mostrato una certa riottosità ad indagare, ma le cui indagini sono state riaperte in seguito ad una serie di inchieste giornalistiche che hanno portato alla luce una sorta di filo rosso che collegava le morti in questione. Indagini i cui risultati rischiano di andare a esacerbare dei rapporti – quelli tra Russia e Regno Unito – già al momento notevolmente tesi.

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