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Covid, cosa sono e a cosa servono gli anticorpi monoclonali?

A favore degli anticorpi monoclonali si è espresso il ministro della Salute Roberto Speranza e il presidente dell'Aifa Giorgio Palù.

Anticorpi monoclonali, cosa sono e a che punto è la sperimentazione?

Di anticorpi monoclonali si è iniziato a parlare in tutto il mondo quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato sottoposto a questa terapia sperimentale che rappresenta una vera speranza per il futuro nella lotta contro il Covid. Per tanti può essere la risposta più immediata ed efficace per combattere il coronavirus.

In Italia il ministro della Salute Roberto Speranza si starebbe battendo per accelerare il “via libera” al loro utilizzo e a loro favore si è espresso anche il presidente dell’Aifa Giorgio Palù. Ma cosa sono e come funzionano gli anticorpi monoclonali?

Anticorpi monoclonali, cosa sono e come funzionano

Gli anticorpi monoclonali vengono prelevati dal plasma e sono principalmente utilizzati su quei pazienti definiti più deboli, non in grado cioè di produrre da soli anticorpi per contrastare il virus.

La scoperta dell’anticorpo monoclonale era stata annunciata nel mese di maggio 2020 sulla rivista Nature Communications che ha rivelato lo studio dei ricercatori dell’Università di Utrecht che hanno identificato il nuovo anticorpo monoclonale in grado di neutralizzare e bloccare il coronavirus nelle cellule. Con il nome di 47D11, il monoclonale è stato ricavato da anticorpi derivati da cellule umane e di ratti.

Questi anticorpi riconoscono e si legano ad antigeni specifici (come gli anticorpi prodotti naturalmente dai linfociti B del nostro corpo) presenti sul corpo estraneo – in questo caso sul Coronavirus – e favorisce una risposta immunitaria marcata ed efficace nei confronti di quell’organismo.

Utilizzati per curare Donald Trump

Nel mese di ottobre 2020, nonostante ancora la sperimentazione non fosse stata conclusa, i medici hanno deciso di somministrare gli anticorpi monoclonali al presidente degli Stati Uniti Donald Trump nella dose massima consentita. Il risultato di questa terapia potrebbe fare scuola ed aprire un nuovo capitolo per quanto riguarda la lotta al coronavirus.

Speranza e Palù a favore del via libera

Secondo quanto apprende l’agenzia Ansa in data 2 febbraio 2021, il ministro Roberto Speranza avrebbe chiesto all’Aifa di accelerare la procedura per dare il via libera all’utilizzo degli anticorpi monoclonali anche in Italia.

Lo stesso presidente dell’Aifa, Giorgio Palù, intervistato a Rai Radio1, ha sottolineato che “studi di fase 3 hanno mostrato come i monoclonali, se somministrati in fase precoce, riducono i ricoveri del 70% e la mortalità in soggetti gracili” e per questo ne “abbiamo bisogno soprattutto ora che c’è carenza di vaccini”. Palù ha però ricordato che la Commissione Tecnico Scientifica dell’Aifa “si è espressa dicendo che bisognerebbe attendere la validazione dell’Ema e che ci sono dubbi sull’efficacia, dubbi che non ravviso minimamente. Questa ortodossia non era necessaria in questo momento, perché abbiamo sia lo strumento giuridico, cioè la possibilità di decretazione d’urgenza da parte del ministero, sia i dati pubblicati“.

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