Ospedale Cardarelli: agli arresti il manager dell'ospedale Ciro Verdoliva e l'imprenditore Romeo
Ospedale Cardarelli: agli arresti il manager dell’ospedale Ciro Verdoliva e l’imprenditore Romeo
Cronaca

Ospedale Cardarelli: agli arresti il manager dell’ospedale Ciro Verdoliva e l’imprenditore Romeo

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Arrestato manager dell’ospedale Cardarelli Napoli, Ciro Verdoliva. L’accusa è di corruzione. Verdoliva era già stato coinvolto in inchiesta su Romeo

È stato arrestato in queste ore il top manager dell’ ospedale Cardarelli di Napoli con l’accusa di corruzione e abuso di ufficio in un’inchiesta su appalti pilotati. Verdoliva non è nuovo a questo genere di cose, infatti, era già stato coinvolto in un’inchiesta sull’imprenditore Alfredo Romeo. Al direttore generale dell’ospedale sono stati concessi gli arresti domiciliari.

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La magistratura di Napoli ha disposto una misura cautelare nei riguardi di 16 persone coinvolte in reati che vanno dalla corruzione, alla frode e all’abuso di ufficio. Tra i destinatari di questa misura cautelare spiccano due nomi noti: il direttore generale dell’ospedale Cardarelli di Napoli, Ciro Verdoliva, e l’imprenditore Alfredo Romeo, già noto per la vicenda dell’inchiesta Consip. Per i due sono stati già disposti gli arresti domiciliari.

Al manager è contestata l’accusa di corruzione, stessa misura per Giovanni Annunziata, ex direttore generale dell’ufficio patrimonio del Comune di Napoli. Mentre per le altre tredici pesone coinvolte nell’inchiesta sono state disposte misure interdittive.

L’inchiesta sull’appalto per il servizio di pulizie del Cardarelli era emersa l’anno scorso con una perquisizione negli uffici dell’ospedale ed era a sua volta scaturita da una indagine anti camorra condotta dalla Dda di Napoli.

Proprio poche ore prima che giungesse la disposizione per la misura cautelare e arresto, il direttore generale dell’ospedale Cradarelli, Ciro Verdoliva, aveva attiva l’unità di crisi per l’ospedale, a causa di un afflusso straordinario di pazienti.

In una nota di questa mattina che riporta la firma di Ciro Verdoliva, si legge infatti: “La necessità di garantire come Polo Unico per Napoli e l’intera provincia la gestione dei pazienti politraumatizzati, sommata al ruolo di hub anche per le reti tempodipendenti dell’ictus cerebrale e dell’infarto miocardico acuto, nonché l’accelerazione indotta dall’obiettivo posto per l’abbattimento delle liste d’attesa, sono i fattori che hanno determinato in queste ultime settimane un afflusso straordinario di pazienti al nostro pronto soccorso con patologie e comorbilità importanti che qualificano il numero degli accessi”.

Alfredo Romeo, i precedenti

Nel decreto di perquisizione si faceva un accenno alla indagine che aveva fatto venire alla luce “acclarati collegamenti e rapporti tra le maestranze della Romeo Gestioni ed esponenti della criminalità organizzata”, in particolare dei clan attivi della zona collinare.

I carabinieri notificarono nell’ambito della perquisizione tre informazioni di garanzia per l’ipotesi di corruzione. Tra i destinatari c’era anche il manager oggi destinatario della misura cautelare. L’indagine era stata poi estesa ai presunti rapporti tra alcuni dirigenti della Romeo gestione e pubblici ufficiali e si era arrivati alla Consip.

Dagli accertamenti svolti dai magistrati napoletani era emerso un presunto sistema di tangenti in riferimento sia all’appalto nell’ospedale Cardarelli che per altri lavori pubblici a Napoli. Gli sviluppi più importanti dell’indagine erano arrivati dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali ed altre attività, come sequestri e perquisizioni che hanno portato all’apertura del filone sugli appalti della Consip, la centrale di spesa della pubblica amministrazione.

Ciò ha comportato una trsmissione, per competenza territoriale, di buona aprte degli atti, alla Procura di Roma che sta operando in stretto contatto con i colleghi della Procura partenopea.

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