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Padova, morto nella sua camera Nicholas Berno: aveva 21 anni ed era appassionato di moda

nicholas berno

A Padova, Nicholas Berno è stato trovato morto a 21 anni nella sua camera: si attendono i risultati dell’autopsia per scoprire le cause del decesso.

Nicholas Berno, 21 anni, è stato trovato morto nella sua camera da letto a Padova.

Il ragazzo accusava malesseri dal lunedì 7 marzo ma, al pronto soccorso, avevano attribuito i sintomi descritti a un nervo infiammato. I genitori attendono l’esito dell’autopsia.

Padova, morto nella sua camera Nicholas Berno: attesi i risultati dell’autopsia

Nella serata di mercoledì 9 marzo, Nicholas Berno è stato rinvenuto privo di vita dalla madre, Mara Virgilio, con la quale viveva a Grantorto, in provincia di Padova, dopo la separazione dal padre.

Intorno alle 19:30, la donna aveva chiamato il figlio per avvisarlo della cena pronta in tavola ma si era preoccupata non ricevendo alcuna risposta. Pertanto, è entrata nella sua camera e lo ha trovato esamine, riverso sul pavimento. Il ragazzo aveva pranzato con la madre per poi ritirarsi nella sua stanza e dedicarsi allo studio. Il 21enne frequentava l’istituto di Moda e Design di Verona e, presumibilmente, è deceduto nel corso del pomeriggio per arresto cardiaco.

A quanto si apprende, il giovane provava un forte fastidio all’orecchio e aveva deciso di recarsi al pronto soccorso. In questa circostanza, tuttavia, gli era stata fornita una cura ed era stato rimandato a casa.

Al momento, si attendono i risultati dell’autopsia che chiariranno le cause del decesso.

Nicholas Berno, le parole del padre Fiorenzo: “Non vogliamo dare causa all’ospedale, nessuno ce lo ridarà indietro”

In merito al drammatico accaduto, si è espresso il padre del 21enne, Fiorenzo Berno, che ha dichiarato: “Quando sono salito in camera sua era per terra, sotto la scrivania, era freddo, aveva gli occhi spalancati e la bocca aperta. Il 118 è arrivato in pochissimo tempo ma Nicholas era già morto. Non voglio fare causa all’ospedale, nessuno me lo ridarà indietro. Accusava degli strani mal di testa, aveva un fastidioso dolore al nervo vicino all’orecchio, era andato a farsi visitare dal suo medico di base e quindi in Pronto soccorso perché il dolore non gli passava. All’ospedale di Cittadella gli avevano fatto anche un elettrocardiogramma, che non aveva mostrato nulla di anomalo, poi era tornato a casa.

Avevo parlato anche con un dentista, per fare un’ortopantomografia e capire magari anche con questo accertamento se non ci fosse qualcosa all’arcata dentaria. Era stata una telefonata rapida, ci siamo scambiati queste informazioni e nulla di più, ero convinto che lo avrei visto nel weekend – e ha ribadito –. Nessuno di noi ha intenzione di fare causa all’ospedale, ci hanno detto che il male che l’ha colpito capita una volta su un milione anche a persone così giovani, purtroppo sta capitando un po’ troppo spesso, ma non c’è nessun collegamento tra il fastidio patito da mio figlio in questi giorni e la sua morte. Non ho intenzione di avviare una causa giudiziaria perché non mi interessano i soldi, avessi anche un risarcimento da milioni di euro nessuno mi ridarebbe mio figlio”.

Il dolore della madre e la passione per la moda

Infine, l’uomo ha concluso dicendo: “Sua madre è distrutta, questa tragedia ci ha travolti senza preavviso – e, a proposito dei progetti per il futuro del figlio, ha raccontato –. Inizialmente sembrava che non avesse molta voglia di studiare, ma aveva cambiato idea. Era appassionato di moda, di sfilate e design, doveva andare a New York per la fashion week, aveva già seguito questi eventi in Italia Era un ragazzo riservato, passava i pomeriggi in camera sua, giocava ai videogiochi con gli amici e si collegava con la scuola per seguire le video lezioni, non aveva mai avuto problemi seri di salute”.