Paolo del Debbio è una delle firme più note del mondo televisivo di Mediaset, il giornalista toscano da anni è conduttore e direttore di uno dei programmi più amati dal pubblico “Dritto e Rovescio” che spesso tratta temi importanti come l’immigrazione dando voce a chi non viene considerato dallo stato italiano.
“Dritto e rovescio” il confronto come strumento di senso comune
Il programma “Dritto e Rovescio” condotto e ideato dal giornalista Paolo Del Debbio ha fatto del senso comune e del confronto la propria firma stilistica, difatti non mancano in ogni puntata dei dialoghi accesi tra due diverse fazioni.
Solitamente i temi più accesi sono i dibattiti tra chi non sopporta la violenza causata da italiani di seconda generazione o da stranieri. Del Debbio invitandoli in studio cerca un punto di dialogo provando a capire il perchè di questi comportamenti.
Sono infatti molto in voga sul web estratti di questi scontri dove anche il giornalista si lascia infervorare e nel tentativo di mantenere la calma dice la sua, spesso alzando i toni.
Del Debbio e la litigata con un ragazzo in studio
Del Debbio durante l’ultima puntata ha affrontato l’argomento della criminalità, spesso perpetrata da italiani di seconda generazione o immigrati che scelgono questa via piuttosto che un lavoro sicuro.
Nel flusso della discussione prende la parola Adama, un ragazzo straniero, che rivolgendosi a Del Debbio dice : “Lei sta nella villetta tranquillo, non sa cosa significa vivere in strada”.
A quel punto il giornalista esplode – “Tu non sai il c**o che mi sono fatto per arrivare dove sono ora” – come riportato anche da LiberoQuotidiano portando poi come esempio il furto di cibo al supermercato.
“Se non potevo mangiare la bistecca non andavo al supermercato a rubarla. La mangiavo una volta a settimana”. La posizione del conduttore è quindi verso la non delinquenza e la ricerca di un lavoro normale e legale per far fronte alle necessità della vita, cosa che spesso questi ragazzi non riescono ad ottenere e quindi cercano altri metodi per vivere.