L’Uruguay, con uno dei pil pro capite più alti del continente sudamericano, nasconde nelle sue periferie capitali di difficoltà. Nei quartieri di Montevideo noti per la povertà e la violenza, la gente vive un quotidiano in cui “non si dovrebbe andare a dormire senza aver mangiato”. È in questo contesto che il papa Leone XIV ha fatto tappa sabato 7 novembre, attraversando le strade di Casavalle e di Borro, per dare voce a chi soffre e per illuminare le opere della Chiesa cattolica.
Il papale a Borro e Casavalle: un percorso storico
La visita ha rappresentato, secondo il sacerdote Padre Hugo Espinosa, “un conto alla rovescia con il cuore pieno di gratitudine”. Il vescovo ha dichiarato che “un figlio di questo Paese, così ricco di risorse, non dovrebbe rinunciare a un futuro dignitoso a causa dell’insicurezza che regna nelle strade”.
Le violenze armate sono quotidiane: sparatorie non limitate alla notte, orientamenti di gruppi criminali che minacciano le famiglie con frasi come “Domani vogliamo questa casa, ne abbiamo bisogno”. In molte case i muri non feriscono più i proiettili; l’assenza di taxi e ambulanze oltre certe ore rende la vita ancora più precaria.
I progetti del Movimento Tacurú e del Liceo Jubilar
Nel cuore di questi territori agisce il Movimento Tacurú, una realtà che coinvolge circa 1.400 persone e impiega 300 operatori. Il movimento, promosso dall’arcidiocesi di Montevideo e gestito dai salesiani, sviluppa tre ambiti principali: la scuola professionale Don Bosco a Marconi, laboratori per 200 adolescenti (estetica, cucina, arte, tappezzeria, falegnameria) e programmi per bambini da 0 a 17 anni in collaborazione con lo Stato, tra club, aree pedagogiche e centri sportivi. Inoltre, circa 300 giovani tra i 18 e i 30 anni partecipano a progetti di formazione e inserimento lavorativo.
Educazione gratuita e ruolo del Liceo Jubilar
Un punto di riferimento imprescindibile è il Liceo Jubilar Juan Pablo II, fondato 24 anni fa e totalmente gratuito. La direttrice Majo García Pintos ricorda che l’istituzione risponde a una necessità pressante: molti adolescenti dovevano abbandonare gli studi per mancanza di risorse o per la distanza dal centro cittadino. Grazie a borse di studio e a una rete di volontari, la scuola accoglie oggi circa 180 studenti e ha già prodotto laureati, sportivi e imprenditori. Durante la visita papale, il papa ha attraversato la parrocchia di Santa Maria di Guadalupe, situata accanto al liceo, dove numerosi ex alunni hanno condiviso le loro esperienze di successo.
Voci dalla comunità: speranza e resilienza
Il sacerdote Padre Pablo Coimbra, parroco di Borro, ha paragonato il quartiere a una vetrata: “dall’esterno appare buia, dentro la chiesa la luce rivela la bellezza delle madri e dei lavoratori che lottano per la felicità”. Le iniziative come “Huesas” (“Ossa”) vedono giovani riunirsi settimanalmente per preparare cibo da distribuire ai senzatetto, dimostrando che, nonostante l’emarginazione, la solidarietà è viva. Padre Espinosa ha aggiunto che “la gente comincerà a guardare la nostra zona in modo diverso” grazie alla presenza del papa, che porta visibilità internazionale alle buone notizie che nascono ogni giorno in questi quartieri.
La visita di Leone XIV non è solo un gesto simbolico, ma un appello concreto a non dimenticare le aree marginalizzate di Montevideo. Le strutture educative, i laboratori e le reti di assistenza rappresentano un modello di resilienza capace di trasformare la povertà in opportunità, dimostrando che la speranza può germogliare anche dove sembra più difficile.
