Negli ultimi dodici ore la Striscia di Gaza è stata colpita da una violenta ondata di pioggia. Le precipitazioni intense hanno trasformato i campi profughi in veri e propri laghi, sommergendo tentativi di riparo allestiti in modo provvisorio. Le tende che ospitano migliaia di famiglie sfollate sono diventate inondate, lasciando i residenti senza copertura contro il freddo invernale.
Secondo le autorità locali, ben 70.000 tende risultano allagate, con danni valutati intorno ai 3 milioni di dollari. Le condizioni meteorologiche avverse hanno inoltre provocato il crollo di numerosi muri di contenimento, causando feriti tra la popolazione.
Allagamento diffuso dei campi profughi
Le forti piogge e i venti torrenziali hanno invaso le aree d’emergenza dove le famiglie si sono rifugiate dopo la distruzione delle case.
L’acqua ha invaso materassi, vestiti e beni di prima necessità, lasciando i bambini in uno stato di freddo estremo. “I bambini tremano per il freddo”, hanno riferito i responsabili dei centri di accoglienza. Le tende sono state dismesse in molte zone, creando una situazione di emergenza sanitaria.
Crolli di muri e feriti
Il maltempo ha indebolito diverse strutture di contenimento costruite al limitare le inondazioni.
In più locali, interi muri di sostegno sono crollati improvvisamente, provocando ferite sia a civili che a operatori umanitari. Le ferite riportate, per il momento, sono state catalogate come lievi, ma la necessità di cure mediche è aumentata notevolmente.
Rivendicazioni e controaccuse tra Hamas e Israele
L’ufficio stampa del governo di Hamas accusa Israele di bloccare l’ingresso di rifugi e attrezzature indispensabili per gestire le inondazioni. Secondo le autorità locali, la mancanza di aiuti ha aggravato la crisi umanitaria, rendendo più difficile la messa in sicurezza degli accampamenti.
Da parte sua, le forze israeliane difendono le proprie restrizioni, sostenendo che l’accesso a materiali potrebbe favorire la costruzione di armi. Inoltre, hanno denunciato che parte degli aiuti umanitari sarebbe stata sottratta o saccheggiata da gruppi armati.
Impatto economico e prospettive future
I danni economici, stimati a 3 milioni di dollari, comprendono la distruzione di strutture temporanee, la perdita di beni personali e la necessità di riparare i muri crollati. Le autorità internazionali stanno valutando ulteriori stanziamenti, ma le restrizioni sui trasporti continuano a complicare la consegna di aiuti. Nel frattempo, le famiglie sfollate si trovano a dover affrontare notti fredde in tende allagate, con poche alternative a disposizione.
