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Il 6 e 7 marzo 2026, il quartiere di Marvila a Lisbona ospiterà la nuova edizione di Parallel Society, una manifestazione indipendente e no-profit che unisce ricerca tecnologica, attivismo digitale e programmazione musicale sperimentale. L’evento, promosso dal movimento Logos, si consolida come uno degli appuntamenti più significativi nell’intersezione tra cultura underground e tecnologia decentralizzata.
Un format in due atti
La struttura dell’evento riflette una doppia vocazione. La prima giornata è dedicata all’unconference: un format partecipativo che prevede workshop, hackspace, laboratori di protocollo e sessioni di co-design articolate attorno a temi quali la decentralizzazione, la privacy, l’open source e l’autonomia delle comunità. Il programma dei relatori include figure di rilievo nell’ecosistema della tecnologia civica — tra gli altri Harry Halpin di Nym Technologies, Pavel Zoneff di Tor, Amir Taaki di DarkFi e Vít Jedlička, fondatore della Repubblica di Liberland — a testimonianza di un approccio volutamente plurale e non ortodosso al dibattito sulle infrastrutture digitali.
La seconda giornata si apre alla dimensione culturale con una programmazione musicale distribuita su due palchi. Al Terminal si alternano nomi di consolidata reputazione internazionale — Apparat in versione live, Gilles Peterson con MC Rob Galliano, Clark in formato AV live, Moses Boyd e DJ Stingray 313 — insieme al gruppo post-punk strumentale Los Bitchos. Al Lab trovano spazio Calibre, Kode9 e una selezione di artisti locali e progetti emergenti selezionati tramite open call, tra cui Albin, Abajour Nonok e ϙue, equii & Olena Bublyk.
Radicamento locale e respiro internazionale
Un dato significativo riguarda la composizione del lineup: oltre il 60% degli artisti coinvolti proviene dalla scena di Lisbona. Una scelta che non si limita al gesto simbolico, ma risponde a un’intenzione dichiarata di sostenere l’ecosistema culturale locale, mettendolo in dialogo con voci internazionali piuttosto che sostituirlo. Questa edizione — la più grande finora, dopo le tappe di Zanzibar e Bangkok — include anche una mostra collettiva con opere di João Cardoso, Ana Tortos, Batu e altri artisti, incentrata su strutture reticolari e forme di governance non gerarchica.
Parallel Society by Logos: Un progetto politico oltre che culturale
Parallel Society è una convergenza interculturale indipendente e no-profit, promossa da Logos e organizzata collettivamente da una coalizione eterogenea di comunità, tecnologi e attivisti — tra cui Tor Project, Internet Archive, Protocol Labs, Charter Cities Institute e decine di altri collettivi distribuiti a livello globale. Ogni edizione sostiene l’ecosistema culturale del territorio ospitante e lascia in eredità infrastrutture open source e risorse condivise, con l’ambizione di creare spazi in cui artisti, ricercatori e attivisti possano immaginare insieme nuove forme di organizzazione sociale e culturale. Il progetto affonda le radici nella visione di Logos, movimento sociale e architettura tecnologica decentralizzata che sviluppa strumenti per la libera associazione, la libertà di espressione e l’autogoverno delle comunità. Dopo le edizioni di Zanzibar e Bangkok, quella di Lisbona si preannuncia come la più ambiziosa della sua storia.
