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Parlamentare chiede al compagno di sposarlo durante dibattito su nozze gay

Durante una sessione in aula parlamentare Tim Wilson, deputato di 37 anni ha proposto le nozze al partner Ryan Bolger, presente in tribuna. La proposta al proprio compagno, dopo nove anni di storia d'amore condivisa a due è giunta nell'ambito del dibattito sull'approvazione dei matrimoni gay.

Una seduta parlamentare davvero inconsueta, quella avventa oggi nella pittoresca cornice australiana. Tim Wilson, deputato liberal di 37 anni si è apertamente dichiarato al proprio partner. Si tratta di Ryan Bolger, seduto in tribuna. Il tutto sarebbe avvenuto al termine di un sentito discorso in parlamento, all’interno di un dibattito che si spera porterà, entro la fine della settimana alla legalizzazione dei matrimoni gay. Un evento che si auspica almeno il 61,6 per cento degli australiani. Nonché una svolta, per tutti coloro che hanno già accettato questo cambiamento votando sì al referendum dello scorso novembre.

I dettagli della proposta in aula parlamentare

Wilson, nel corso del dibattito ha prima raccontato agli astanti di come alcune persone avessero negativamente reagito all’intenzione di rendere nota la sua relazione.

Successivamente, emozionando e sorprendendo tutti si è rivolto al partner Ryan esordendo in un romantico “Vuoi sposarmi?”. Inutile dirlo, il finale è già da favola: la risposta è immediata, entusiastica e assolutamente positiva. Un sì che già precorre i tempi nel panorama australiano.

Tim Wilson è fidanzato da ben nove anni con Ryan Bolger e certamente non ha fatto mistero del proprio amore. Al culmine della commozione, ha ringraziato personalmente il proprio compagno per aver sopportato spesso stoicamente i lunghi dibattiti in merito alle unioni fra persone dello stesso sesso. In particolare, così ha commentato “Questo dibattito è stata la colonna sonora della nostra relazione. Sappiamo entrambi che non è per questa legge che siamo entrati entrambi in politica, ma nel mio primo discorso avevo definito la nostra relazione tramite l’anello che portiamo alla mano sinistra.

Ryan, che ricordiamo si trovava nella platea riservata al pubblico, al momento della proposta ha risposto un felicissimo “sì” tra gli applausi dei convenuti in aula.

Il Presidente della Camera Rob Mitchell ha così dichiarato”È stato un sì franco e convinto“. Subito dopo la risposta di Bolger, infatti Mitchell non ha tardato a fare le proprie congratulazioni alla coppia di fidanzati.

Focus sulla legge parlamentare di approvazione dei matrimoni gay

Si spera ormai positivamente sull’approvazione della legge, visto il sì del Senato della settimana scorsa. Ma, nonostante vi sia già un accordo a grandi linee fra i diversi partiti, il dibattito sull’approvazione dei matrimoni gay è più vivo e acceso che mai. Se da una parte, infatti la proposta pubblica di Wilson mostra i passi compiuti in direzione del “cambiamento”, dall’altra abbiamo esponenti come Malcom Turnbull impegnati a riportare su valori tradizionali l’opinione pubblica.

A molti italiani questo nome potrà non dir molto.

E dunque, andiamo a spiegare brevemente di chi si tratti. Turnbull, 63 anni è il Premier australiano (il 29° , per la precisione), nonché leader del Partito Liberale d’Australia dal settembre 2015. Un conservatore indubbio, ha così commentato “Il matrimonio tradizionale non è certo in crisi a causa dei matrimoni omosessuali. Bisogna riflettere semmai sulla mancanza d’impegno, sulle violenze domestiche, sul tradimento facile. Tutte manifestazioni del deserto amoroso che ci troviamo davanti“.

La parola all’ex-premier

Anche l’ex premier Tony Abbott si è espresso in merito, invitando a non dimenticare i quasi cinque milioni di australiani che, nel corso proprio del referendum si sono espressi contro il matrimonio gay. In dettaglio Abbott ha commentato “Questa gente non è bigotta, chiede semplicemente il rispetto delle proprie tradizioni e vedute. Dobbiamo dunque trovare un modo per varare questa legge unificando il Paese, non dividendolo ulteriormente, assicurandoci che i pregiudizi anti gay non vengano sostituiti da un politically correct altrettanto bigotto“.

Dichiarazioni indubbiamente temperate dall’esperienza diretta in famiglia. Abbott infatti si è prontamente congratulato con la sorella Christine e la sua compagnia Virginia, che si sposeranno non appena ne avranno la possibilità. E si teme ora che la legge non sia pronta entro Natale, come inizialmente si era detto. Non resta dunque che seguire nel tempo le vicende politiche australiane, per capire se e quando potrà parlarsi dell’ennesimo passo verso l’amore libero da ogni archetipo imposto dalla società.

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