Il caso del padre che ha picchiato il figlio con un cucchiaio di legno a Catania, filmato e diffuso sui social, riapre il dibattito sui confini tra disciplina e maltrattamento. L’episodio mette sotto la lente la responsabilità della magistratura e dei servizi sociali nel tutelare i minori e nel valutare la gravità di comportamenti violenti in famiglia.
Ecco cosa ha stabilito il giudice.
Picchia il figlio con il cucchiaio di legno: il caso e le reazioni della comunità
Il video, girato da una delle sorelline con il telefono della madre e successivamente condiviso dal bambino sul profilo del nonno, ha rapidamente raggiunto i social e attirato l’attenzione delle autorità. L’episodio risale a metà dicembre e vede l’uomo colpire con violenza il figlio della ex convivente, che l’uomo avrebbe adottato dandogli il proprio cognome, nella periferia di Catania.
Il sindaco Enrico Trantino, commentando la vicenda, ha scritto: “Non giudico; non voglio sapere da cosa provenga tanta miseria morale, tanta disumanità, quante violenze o sconquassi di vita abbia subito chi agisce percuotendo ripetutamente con un cucchiaio di legno un bambino di 10 anni, ordinandogli di chiamarlo ‘padrone’… I nostri servizi sociali sono intervenuti immediatamente contattando il Tribunale per i minorenni, che ha agito con la consueta tempestività; così come la Procura, che ha disposto il fermo dell’uomo per maltrattamenti”.
La vicenda, per la sua eco mediatica, continua a essere monitorata dai servizi sociali e dalla magistratura, mentre la decisione del gip ha portato alla scarcerazione temporanea dell’indagato.
Picchia il figlio con il cucchiaio di legno, scarcerato 59enne: la decisione del giudice
Come riportato da Catania Today, il Gip di Catania, Luigi Barone, ha respinto la richiesta della Procura di disporre la custodia cautelare in carcere nei confronti del 59enne fermato dalla squadra mobile. Secondo il giudice, l’accusa di maltrattamento aggravato non trova sufficienti riscontri nei fatti e negli indizi raccolti, considerando come unico elemento la registrazione diffusa sui social in cui l’uomo colpisce il figlio con un cucchiaio di legno, insultandolo e ordinandogli di chiamarlo “sono il tuo padrone“.
Secondo il giudice, l’uomo avrebbe agito esclusivamente nell’interesse del figlio, descritto come un bambino problematico e particolarmente difficile da gestire per i genitori. Determinante per la decisione è stata la deposizione della madre dell’undicenne, che ha riferito di aver assistito a violenze fisiche dell’ex convivente sul figlio, ma di non essere intervenuta poiché il ragazzo sarebbe molto difficile da controllare: non ascolterebbe, direbbe menzogne, le avrebbe sottratto denaro e l’unica figura di cui realmente avrebbe timore sarebbe il padre.
Barone sottolinea, dunque, che “il solo video non è sufficiente a delineare una serie di condotte ripetute nel tempo” e ritiene che non sussista alcun pericolo di fuga, visto che l’uomo si è presentato spontaneamente alle autorità. La Procura ha comunque annunciato l’intenzione di ricorrere al Tribunale del riesame.