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Platini denuncia Infantino: nuova azione civile per traffico d'influenze

Platini denuncia Infantino: nuova azione civile per traffico d'influenze

Michel Platini ha avviato una nuova causa civile contro Gianni Infantino e due ex funzionari FIFA, sostenendo che accuse infondate nel 2015 gli hanno impedito di candidarsi alla presidenza della FIFA; la vicenda arriva dopo assoluzione definitiva nel 2026.

La vicenda che ha segnato la carriera internazionale di Michel Platini ha registrato un nuovo capitolo con la presentazione di un’azione legale in data 08 giugno 2026. L’ex presidente della UEFA ha formalizzato una denuncia contro il presidente della FIFAGianni Infantinochiedendo che vengano accertate responsabilità per diffamazione e traffico d’influenze.

Si tratta di un procedimento che, oltre a mirare alla chiarezza giudiziaria, punta a ottenere un risarcimento per i danni che Platini ritiene di aver subito a causa di manovre che lo avrebbero escluso dalla corsa alla presidenza della FIFA.

Storico delle denunce e esiti processuali

Quella presentata nel 2026 è la terza azione giudiziaria di Platini nei confronti degli stessi fatti.

In precedenza erano state depositate due denunce in Svizzera, rispettivamente nel 2018 e nel 2026la prima era stata dichiarata prescritta, mentre la seconda era stata respinta lo scorso ottobre. L’ex calciatore ricorda che la vicenda risale all’autunno del 2015quando emerse un pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri (pari a circa 1,8 milioni di euro) effettuato dalla FIFA quattro anni prima; quella rivelazione scatenò procedimenti disciplinari e penali e coincise con il periodo in cui Platini sembrava favorito nella competizione per la presidenza della federazione mondiale.

Assoluzione e dichiarazioni pubbliche

La disputa giudiziaria si è protratta per anni fino all’assoluzione definitiva di Platini stabilita dal Tribunale federale nell’agosto 2026. Nonostante l’assoluzione, Platini ha mantenuto una posizione di fermezza, affermando in pubblico: “Non lascerò perdere le persone che mi hanno fatto del male” e dichiarando che non intende rinunciare a ottenere giustizia per le conseguenze subite. L’ex capitano della Juventus ha anche precisato che, pur non aspirando più a un ruolo dirigenziale a 70 anni, non permetterà che gli ingiusti comportamenti restino impuniti.

Accuse contro figure chiave della FIFA e ricadute sul congresso del 2016

Nel testo della denuncia Platini individua, oltre a Infantinodue ex funzionari della FIFA come presunti artefici delle manovre: l’ex direttore legale Marco Villiger e l’ex presidente del comitato di controllo Domenico Scala. Secondo Platini, queste figure “abbiano lavorato per escluderlo dalla corsa alla presidenza” attraverso accuse che definisce “completamente infondate“. L’effetto pratico di quella esclusione fu l’apertura di una strada istituzionale che portò all’elezione di Infantino nel febbraio 2016un esito che ha ridefinito gli equilibri della governance calcistica internazionale.

Rielezioni di Infantino e prospettive future

Il successivo percorso di Gianni Infantino alla guida della FIFA vide due rielezioni senza opposizione, nel 2019 e nel 2026e l’annuncio della sua volontà di candidarsi nuovamente a un nuovo mandato nel prossimo marzo. La nuova denuncia di Platini apre dunque una dimensione civico-giudiziaria che potrebbe avere ripercussioni non solo sul piano personale, ma anche nella percezione pubblica delle pratiche interne alla federazione.

Dal punto di vista procedurale la querela include un’azione civile che, come spiegato da Platini, “porterà alla nomina di un giudice istruttore“. Questo passaggio segnala l’intenzione di tradurre le contestazioni in un’indagine istruttoria formale, capace di esaminare incarichi, scambi e responsabilità sul piano organizzativo e personale. La decisione di riaprire la via giudiziaria arriva a distanza di anni dai fatti contestati, ma si basa sugli esiti processuali più recenti e sull’assoluzione ottenuta nel 2026.

La vicenda rimane sotto il profilo pubblico un caso emblematico sulle tensioni tra leadership sportiva e responsabilità legali: mette a confronto ex protagonisti della scena calcistica internazionale e tocca temi sensibili come la trasparenza, l’etica nelle istituzioni sportive e l’impatto personale di accuse che possono alterare carriere e vicende elettorali. Nei prossimi mesi sarà da seguire l’iter della denuncia e gli eventuali sviluppi giudiziari in Svizzera, dove la materia è già stata affrontata in più occasioni.