La Procura di Roma ha iscritto Itamar Ben Gvirministro della Sicurezza nazionale di Israele, nel registro degli indagati in relazione agli abbordaggi e alle detenzioni di attivisti della Global Sumud Flotilla avvenuti tra aprile e maggio, con un episodio chiave nel porto di Ashdod. L’iniziativa si inserisce in un’inchiesta che ha raccolto denunce e materiali video sugli interventi eseguiti in acque internazionali.
Il procedimento è rilevante sul piano giudiziario e diplomatico perché ipotizza i reati di tortura e sequestro di personaprofili già valutati in altri Paesi europei. La vicenda è destinata a pesare sul confronto in Unione europeadove i ministri degli Esteri discuteranno il 15 giugno eventuali misure nei confronti del ministro israeliano.
Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2026
Iscrizione nel registro, ipotesi di reato e atti acquisiti
I magistrati di piazzale Clodio hanno valorizzato un video pubblicato dallo stesso Ben Gvirche lo ritrae mentre si rivolge agli attivisti inginocchiati con le mani legate dietro la schiena ad Ashdod. Sulla base di quelle immagini e delle testimonianze, sono state formulate le ipotesi di tortura e sequestrocon un perimetro che include le fasi di fermo, trasferimento e trattenimento.
I pubblici ministeri hanno ascoltato i partecipanti alle missioni, sentiti dai carabinieri del Rose hanno acquisito la documentazione video dei fermi. Il fascicolo collega l’episodio di maggio agli interventi del 29 aprile e ad azioni precedenti, con un lavoro di comparazione delle procedure operative e della catena di comando.
Operazioni di aprile e ottobre: ricostruzioni e denunce
Il 26 aprile la Sumud Flotilla è partita dalla Sicilia e nella notte del 29 aprile è stata intercettata in acque internazionali nei pressi di Creta. In quella circostanza risultano abbordate 22 imbarcazionicon più esposti e testimonianze raccolti dai legali degli attivisti. Le ricostruzioni segnalano prelievi coatti di membri degli equipaggi e trasferimenti verso porti israeliani.
Tra le denunce risultano quelle relative a Thiago de Avila e Saif Abukeshek Abdelrahimtrattenuti per giorni e poi espulsi. Il team legale in Italia di Abdelrahim ha documentato l’episodio a bordo della Eros 1 (bandiera italiana) nella notte del 29 aprile, quando un mezzo militare avrebbe avvicinato l’imbarcazione in alto mare e alcuni membri dell’equipaggio sarebbero stati prelevati con la forza.
Rogatoria, cooperazione giudiziaria e fascicoli esteri
Gli inquirenti romani hanno chiesto al Ministero della Giustizia di attivare una rogatoria verso Israele per ottenere atti su procedure, ordini e livelli decisionali impiegati nelle operazioni. È previsto uno scambio con gli uffici di via Arenula per integrare i materiali probatori e chiarire le responsabilità lungo la catena gerarchica.
In parallelo, in Francia la Procura nazionale antiterrorismo ha aperto una inchiesta preliminare su profili analoghi connessi alle azioni contro la Flotilla. L’incrocio tra indagini in Stati membri diversi è destinato a rafforzare la cooperazione giudiziaria e ad accelerare la valutazione di eventuali misure sul piano europeo.
Reazioni politiche, social e dossier Ue del 15 giugno
Itamar Ben Gvir ha reagito pubblicamente definendo l’Italia “il Paese delle ciabatte” e accusando gli inquirenti di sostenere il terrorismo. Ha aggiunto che Israele “non è un sacco da boxe per un branco di bugiardi sostenitori del terrorismo” e che continuerà a sostenere le forze di sicurezza. Le dichiarazioni hanno irrigidito il clima e innescato risposte istituzionali.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha replicato che le parole di Ben Gvir sono “inaccettabili e indegne per un ministro” e ha confermato la linea favorevole a sanzioni Ueaffermando che il ministro israeliano ha “superato la linea rossa”. Il confronto approderà al Consiglio Affari esteri del 15 giugno a Lussemburgodove i ministri discuteranno le proposte dell’Alta rappresentante Kaja Kallas per definire una posizione comune.
Il ruolo della Flotilla e le implicazioni per l’Europa
La portavoce italiana della Global Sumud FlotillaMaria Elena Deliaha dichiarato che “è sacrosanto che ci sia un’indagine” a carico di Ben Gvir, inserendo i fatti nel contesto delle politiche governative israeliane. La Procura di Roma continua a esaminare anche il fascicolo legato ai fermi di ottobrequando furono coinvolti attivisti e parlamentari italiani diretti verso Gazacon richieste formali di informazioni sulle procedure adottate.
Il quadro investigativo romano, integrato dagli atti esteri, può incidere sul dossier europeo riguardante misure restrittive personali. In questo contesto, Tajani ha inoltre riferito della pressione diplomatica per i due connazionali detenuti a Bengasitema separato ma evocato nelle sue comunicazioni pubbliche. L’evoluzione dei fascicoli e gli esiti del 15 giugno influenzeranno il perimetro delle relazioni Ue-Israele.
