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Di Maio "Autonomia del Veneto in Cdm a dicembre"

Di Maio autonomia Veneto

Luigi Di Maio, in visita a Treviso, ha definito l'autonomia come un diritto dei cittadini veneti, che si sono espressi a favore tramite il referendum.

In occasione della visita al centro di valorizzazione e riciclo dei rifiuti di Contarina Spa, nei pressi di Treviso, Luigi Di Maio ha rilasciato importanti dichiarazioni a proposito dell’autonomia della regione Veneto.

“Secondo me nel Consiglio dei ministri di dicembre bisogna affrontare la questione dell’autonomia del Veneto”, ha spiegato durante una diretta trasmessa sulla sua pagina Facebook. Si tratta, ha aggiunto, di “una corsa contro il tempo perché immaginerete che la materia è importante”. Il motivo di tanta urgenza va ricercato nel referendum consultivo indetto in Veneto e Lombardia il 22 ottobre 2017. “L’autonomia del Veneto si deve creare il prima possibile senza se e senza ma.

I veneti hanno diritto all’autonomia perché l’hanno richiesta con un referendum. E l’avranno in tempi certi”, ha assicurato il vicepremier.

Un tema su cui sembra ci sia coesione tra Lega e M5S. Il ministro del Mise ha garantito che non ci sarà opposizione all’autonomia da parte di “nessuna della due forze politiche che sostengono questo governo. Anzi, lo dobbiamo fa il prima possibile e stiamo lavorando con i ministeri competenti per dare l’autonomia richiesta dal Veneto sulle materie richieste”.

Il post di Di Maio a Treviso

Stefani “Autonomia a costo zero”

Le parole di Di Maio sono state accolte con soddisfazione da Luca Zaia, governatore della Regione Veneto. Entusiasmo anche da parte di Erika Stefani, ministro per gli Affari regionali.

La Stefani ha assicurato che il raggiungimento dell’autonomia da parte delle regioni che ne faranno richiesta non comporterà alcun costo aggiuntivo per la pubblica finanza. Il Cdm, ha spiegato, si impegnerà a varare una legge che regolerà la questione a costo zero. Fino a questo momento, sono otto le regioni che hanno inviato una richiesta di autonomia al Ministero. Si tratta di Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Piemonte e Marche e Umbria (queste ultime in forma congiunta).

Il numero però potrebbe salire fino a tredici, secondo alcune indiscrezioni.