Renzi su Di Maio “Spieghi perché è il prestanome del padre”
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Renzi su Di Maio “Spieghi perché è il prestanome del padre”

leopolda Renzi

Le parole del senatore "Perché i Cinque Stelle hanno creato un clima infame, con aggressioni personali. I Di Maio sono vittima di questo sistema".

L’ex Presidente del Consiglio dei ministri torna a commentare il caso “lavoro nero” legato all’impresa di famiglia dei Di Maio “Continuo a pensare che la vicenda che riguarda il padre di Di Maio (dal lavoro fuorilegge sino a condoni, abusi edilizi, rifiuti e cartelle di Equitalia) dovrebbe essere fuori dal dibattito politico. Ci sono due ragioni per le quali se ne parla. Perché i Cinque Stelle hanno creato un clima infame, con aggressioni personali. E oggi la famiglia Di Maio è vittima di questo sistema. Perché Luigi Di Maio deve spiegare per quale ragione ha accettato di fare il prestanome al padre. E questo è ciò che rileva”. Questo il tema principale della Enews settimanale dell’ex premier.

“Ha la solidarietà M5s, per me fu diverso”

Matteo Renzi ha poi aggiunto “Conosco ciò che sta passando la famiglia Di Maio e mi dispiace vedere le telecamere entrare nell’intimità di una famiglia” – prosegue il senatore dem – “per colpa di Luigi e dei suoi amici ci siamo passati anche noi: almeno Di Maio può contare sulla solidarietà dei suoi colleghi 5S.

A me invece la solidarietà è arrivata dalla nostra gente, non dal gruppo dirigente del Pd che per la stragrande maggioranza è rimasto in silenzio, sia pubblicamente che privatamente”. Un commento, quello di Renzi, dalla duplice analisi: se da un canto è palese quanto si evidenzia in merito della rottura nel centrosinistra dall’altra si ribadisce un monito verso il ministro del lavoro e dello sviluppo economico “fare chiarezza, fuori dagli schieramenti e dall’ambiente politico”.

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Francesco Leone
Francesco Leone, classe '94, cresciuto a pane, pallone e politica. Leccese in terra meneghina, braccia strappate alla cronaca sportiva e donate al reporting nudo e crudo, anche se spesso e volentieri ritorna alle origini. Ha fatto l'autore, il cronista, il reporter e lo stagista per una televisione nazionale, ora scrive e lavora a inchieste e reportage. Veni, vidi, dixi.