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Manovra, la Commissione vota mandato al relatore

La Commissione ha approvato il mandato al relatore con i voti di Lega e M5S, protesta l'opposizione. Scontro tra Tria e Padoan in Aula.

Manovra, Commissione vota mandato al relatore
Manovra, Commissione vota mandato al relatore

La Commissione bilancio della Camera dei deputati ha votato il mandato al relatore per la manovra economica. Il testo della legge dovrebbe arrivare in Parlamento in mattinata. Il mandato è stato votato dagli esponenti della maggioranza, sia leghisti che penta stellati.

Fermo, invece, il no di Pd e Forza Italia. Le proteste dell’opposizione nascono dalle modalità di presentazione del testo a Montecitorio, dal momento che i circa 350 emendamenti alla legge di bilancio sono stati inviati in Aula “senza discutere né votare“. Luigi Marattin, capogruppo Pd in Commissione, l’ha definita “una manovra che, come certificato dall’ufficio parlamentare di bilancio, alza la pressione fiscale e diminuisce gli investimenti. E che per giunta nasce sei giorni fa e viene approvata senza che i due ramo del Parlamento abbiano potuto esaminarla.

Direi un capolavoro, sia nel merito che nel metodo”.

Manovra, Tria “Mi avete massacrato”

Tensioni in Aula durante l’audizione di Giovanni Tria. “Mi avete massacrato per un’ora“, ha protestato il ministro dell’Economia. “Non mi fate parlare, mi avete criticato per un’ora. Ora potrò rispondere alle critiche o no?”. “Massacrato a chi? Il governo è ospite del Parlamento“, ha replicato Enrico Borghi, deputato del Pd. La bagarre ha richiesto l’intervento del presidente di Commissione, Claudio Borghi, per riportare l’ordine.

Scontro anche tra Tria e il suo predecessore al dicastero dell’Economia, Carlo Padoan, attualmente parlamentare dem. “Siete stati bravi a non entrare in una procedura con debito a maggio cercando un occhio benevolo della Commissione europea”, ha dichiarato Tria. “Quello stesso occhio benevolo, in un certo senso, lo abbiamo ottenuto anche noi. Ma è chiaro che la situazione non è facile. Dovremmo lavorare a uno, non cadiamo dalle nuvole”. Tria ha inoltre sottolineato come certe difficoltà odierne sono frutto delle scelte dei governi passati: “Ci siamo trovati di fronte al fatto che alcuni margini di flessibilità chiesti in passato poi non sono stati fatti in realtà”.

Il ministro ha poi confermato l’introduzione del reddito di cittadinanza e di quota 100 (62 anni e 38 di contributi), ribadendo che “i dettagli saranno stabiliti con un apposito collegato alla manovra”.

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