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Nicola Zingaretti: “Costruirò un partito completamente diverso”
Politica

Nicola Zingaretti: “Costruirò un partito completamente diverso”

Nicola Zingaretti

Ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, Nicola Zingaretti, nuovo segretario del Pd, promette agli italiani che cambierà completamente il partito.

Parla Nicola Zingaretti, il nuovo segretario del Partito Democratico, ospite da Fabio Fazio domenica sera a Che tempo che fa su Rai 1: “Vorrei cambiare la sede nazionale: spostarla da via del Nazareno e poi costruire sedi con co-working delle idee per ragazzi e ragazze, che ci dicano ‘state sbagliando, dobbiamo cambiare posizione”, ha spiegato spiazzando tutti. Al rientro dalla pubblicità, Fabio Fazio ha infatti scherzosamente affermato (ma forse non troppo): “Il suo annuncio ha già fatto sobbalzare gli altri vertici del partito”.

Il sogno di Zingaretti

Il segretario del Pd racconta il suo sogno, cambiare le cose dalla radice: “Cambiare e unità sono le parole d’ordine, il nostro popolo era stanco di illusioni e litigi. Ho molta fiducia in questo, ma spalancherò comunque porte e finestre per costruire un partito completamente diverso”. Poi, torna a parlare delle sedi del partito che, a suo modo di vedere, sono fondamentali per rilanciarlo. Devono dunque «essere aperte, se dobbiamo tornare dalle persone dobbiamo dare dei segnali chiari.

Non bisogna sempre dire venite, dobbiamo andare noi da loro”.

L’attacco alla Lega e a Salvini

“Credo sia finito il leaderismo. E come è finito il periodo del capo deve farlo anche quello del cattivismo. Ovvero dello sfogo e della ricerca del capro espiatorio – ha spiegato Zingaretti riferendosi alla Lega e a Salvini – Dobbiamo invece guardare in faccia i problemi delle persone e dimostrare che diamo soluzioni migliori rispetto a loro”. Poi se la prende col suo stesso partito, facendo un mea culpa degno di nota: “Abbiamo totalmente sottovalutato quanto le democrazie non possono sopravvivere a tassi di diseguaglianza così alti, non avremmo mai dovuto accettare che un direttore di azienda guadagni 200 volte un suo operaio. Il problema è perché le idee velleitarie di Salvini conquistano tanti consensi: ma lui non produce ricchezza e giustizia, dovremo farlo noi». Infine, dice la sua sulla Tav: “Penso comunque che non cadrà sulla Tav (il governo, ndr), perché hanno fatto pagare agli italiani un prezzo ignobile e sono sembrati degli azzeccagarbugli.

L’alta velocità alla fine si farà perché il vero capo del governo si chiama Matteo Salvini“.


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Marco Lomonaco
Classe '95, nato a Milano, vive a Rho. Laureato in filosofia alla Statale, poi masterizzato al Sole 24 Ore. E' vice responsabile di redazione a IlGiornaleOFF, spin-off culturale del weekend e webzine del quotidiano Il Giornale. Scrive per Il Giornale, per il settimanale OGGI e per Notizie.it. Ha lavorato a Radio24 nel team de La Zanzara di Cruciani e Parenzo.
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