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Di Maio: “Preoccupa l’alleanza della Lega con chi nega l’Olocausto”

"Al Parlamento europeo non staremo con queste ultradestre, che mi preoccupano non poco", ha dichiarato il vicepremier.

Di Maio preoccupato Lega Olocausto
Di Maio preoccupato Lega Olocausto

Resta alta la preoccupazione di Luigi Di Maio per la “svolta di ultradestra” degli alleati leghisti. Questa volta, a impensierire il vicepremier grillino è lo spettro di una delle più grandi tragedie della storia europea del Novecento. “Mi preoccupa questa deriva di ultradestra a livello europeo con forze politiche che faranno parte del gruppo con cui si alleerà la Lega, che addirittura, in alcuni casi, negano l’Olocausto“, ha dichiarato il ministro, si apprende da Repubblica.

“Stiamo parlando di gruppi parlamentari che sono usciti dal Parlamento quando si commemorava la strage dell’Olocausto e quello che hanno fatto nei campi di concentramento. Quando vedo queste cose mi preoccupo”.

La paura delle ultradestre

Una preoccupazione che, in vista delle elezioni europee di maggio 2019, si traduce in una corsa all’Europarlamento in uno schieramento ben distinto da quello in cui si inserirà il partito di Salvini. “È mio dovere, come capo politico del M5S, dire che quelle cose non mi appartengono“, ha continuato Di Maio.

“Noi creeremo un gruppo unico e indipendente al Parlamento europeo, con altri movimenti civici come il nostro, e non staremo con queste ultradestre, che quando si tratta di scontri ideologici mi preoccupano non poco”.

“No a rimpasti dopo le europee”

Il vicepremier non nega che esistano delle “diversità con la Lega“, come è emerso anche dal recente scontro sul caso Tria. A chi vede nei continui scontri tra gli alleati un segnale di una forte instabilità di governo, Di Maio risponde che quando tali diversità diventano palesi “vanno raccontate agli italiani.

Non perché vogliamo dire quanto siamo diversi da loro, ma perché le parole hanno un valore e, se si dice che la donna deve stare chiusa in casa, perché così si fanno più figli in Italia, io a un mio amico non vorrei mai dire una cosa del genere, perché culturalmente è devastante“. Ma, rassicura, nessun pericolo di un rimpasto dopo le europee: “In questi mesi quello che ho apprezzato di più di questo lavoro con la Lega è di non aver mai parlato di rimpasti o di poltrone. Abbiamo, invece, sempre lavorato sulle questioni che interessavano agli italiani”.

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