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Napoli, Antonio Di Maio abbatte le strutture abusive di sua proprietà

Antonio Di Maio, padre di Luigi, attualmente vicepremier e ministro del governo Conte, ha abbattuto le tre strutture abusive di sua proprietà.

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Si è forse conclusa la vicenda di abuso edilizio che vedeva protagonista Antonio Di Maio, padre di Luigi, attuale vicepremier e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali. L’inizio della storia risale al Novembre del 2018, quando in seguito ad una inchiesta giornalistica del programma tv Le Iene, la Polizia municipale del comune di Mariglianella (località in provincia di Napoli) fece un sopralluogo per controllare le abitazioni.

Nel Gennaio 2019 il sindaco del paese, Felice Di Maiolo, emise l’ordinanza di abbattimento verso tre strutture considerate abusive. Secondo tale ordinanza, i proprietari dei rispettivi edifici avevano 90 giorni di tempo per ottemperare al provvedimento.

Antonio Di Maio inizialmente aveva fatto quanto in suo diritto per evitare di abbattere gli immobili. Ma l’ufficio tecnico del comune aveva rigettato parte delle controdeduzioni presentate dal padre del ministro del Lavoro.

Riteneva infatti che che solo uno degli iniziali quattro manufatti ritenuti abusivi, fosse stato realizzato prima del 1967. Risale a quell’anno, infatti, l’entrata in vigore la legge sull’edilizia.

Ammise l’abuso edilizio

Stando a quanto riportato dal sito ansa.it, nelle controdeduzioni presentate, Antonio Di Maio aveva ammesso l’abuso edilizio di quella che un tempo era utilizzata come stalla poi però resa abitazione. I proprietari delle strutture avrebbero potuto far valere ancora i propri diritti presentando un ricorso dinanzi al TAR.

Nonostante questa ulteriore possibilità Di Maio ha preferito dare il via ai lavori di abbattimento delle strutture abusive.

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