Salvini, l’indiscrezione di Libero dalla Procura: il piano per eliminarlo
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Salvini, l’indiscrezione di Libero dalla Procura: il piano per eliminarlo

Salvini piano della procura
Salvini piano della procura

Prima di lui, i giudici hanno già "ucciso" politicamente leader come Berlusconi, Craxi e Prodi.

La fine di Matteo Salvini sarà decisa dai magistrati, così come è stato per tutti i politici che, prima di lui, hanno raggiunto un consenso importante. Questo, secondo Libero Quotidiano, sarà il destino del capitano leghista, la cui ascesa tra gli elettori sembra inarrestabile. Il vero nemico da cui il vicepremier dovrebbe guardarsi, dunque, non è la sinistra e neppure il Movimento Cinque Stelle, quell’alleato che tante volte sembra essere all’opposizione, bensì i giudici. Il giornale di Vittorio Feltri dipinge uno scenario fatto di complotti orditi tra i corridoi della Procura per affondare e “uccidere” politicamente un avversario che non si riesce a battere in altro modo.

Da Craxi a Prodi

In questo quadro preoccupante (almeno per i sostenitori della Lega), Salvini è in buona compagnia. Prima di lui, infatti, sarebbero stati “fatti fuori” anche leader del calibro di Bettino Craxi e Silvio Berlusconi. Casi simili non mancano neppure nel mondo della sinistra, dove si ricorda il governo di Romano Prodi, ucciso dai magistrati a cui si è affidato e che hanno, invece, aperto un’indagine sull’operato di Clemente Mastella (poi assolto), continua Libero.

Non viene risparmiato neppure Matteo Renzi. L’ex premier si sarebbe “ammazzato da solo”, ma che ancora oggi deve rispondere davanti alla giustizia di gravi accuse. La più recente è quella di danno erariale, contestatogli dalla Corte dei conti della Toscana.

Il complotto contro la Lega

Oggi nel mirino della giustizia non è finito l’intero governo, ma solo la sua componente “verde”. È infatti Salvini a raccogliere un crescente consenso, che, rivelano i sondaggi, cresce a ogni nuovo scontro con le Ong, a ogni sbarco “fantasma” di migranti, a ogni braccio di ferro con i gip. Quegli stessi giudici che, secondo Libero, si stanno disinteressando dello scandalo delle toghe che ha travolto il Csm per dedicarsi solo alla scarcerazione di Carola Rackete e ad autorizzare le Ong a “fare quello che vogliono” nel Mediterraneo.


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Lisa Pendezza
Classe 1994, nata e cresciuta in provincia di Monza e Brianza. Dopo il diploma di liceo classico mi sono laureata a pieni voti in "Lettere moderne" presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ho conseguito la laurea magistrale in "Lettere moderne", con 110 e lode, presso l’Università degli Studi di Milano. Durante il mio percorso accademico, mi sono avvicinata al mondo del giornalismo attraverso il team di Notizie.it, passando da un iniziale stage curriculare a una collaborazione, fino a entrare a far parte della redazione. Ho collaborato con la rivista cartacea Viaggiare con gusto per la pubblicazione dell’articolo Viaggio in Puglia, nell’aprile 2019.