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Gregoretti, Salvini vuole il processo: “Senatori leghisti votino sì”

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Matteo Salvini ha invocato il processo contro di lui chiedendo ai senatori della Lega di votare si all'autorizzazione a procedere sul caso Gregoretti,

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Con il voto sulla vicenda Gregoretti in dirittura d’arrivo, Matteo Salvini decide di prendere gli avversari in contropiede e nella giornata del 19 gennaio invoca il processo per se stesso durante un comizio in provincia di Rimini, dov’è attualmente impegnato nella campagna elettorale per le regionali in Emilia Romagna. Il leader della Lega ha infatti invitato i suoi senatori a votare si all’autorizzazione a procedere nei suoi confronti, in modo da far partire una volta per tutte il processo che lo vedrebbe imputato con le accuse di sequestro di persona e abuso di potere.

Gregoretti: Salvini chiede il processo

Nel corso di un comizio a Cattolica tenuto nella mattinata di domenica 19, l’ex ministro dell’Interno ha dichiarato: “Domani la giunta per le immunità del Senato decide se devo andare a processo perché sono un criminale o se ho agito da ministro bloccando gli sbarchi perché era il mio dovere farlo.

Io ci ho ragionato e sono arrivato a una decisione: chiederò domani a chi deve votare – e quindi anche ai senatori della Lega – di farmi un favore, di votare per mandarmi a processo così la chiariamo una volta per tutte”.

Salvini è infatti accusato dal Tribunale dei ministri di Catania di sequestro di persona con l’aggravante della qualifica di pubblico ufficiale in riferimento ai fatti della nave Gregoretti, alla quale nel luglio del 2019 venne impedito per tre giorni di far sbarcare in un porto italiano le 116 persona a bordo malgrado fosse un’imbarcazione della Marina Militare. Oltre a quello, Salvini è anche accusato di abuso di potere e di aver commesso il fatto a danno di soggetti minorenni.

La replica di Italia Viva

In risposta alle dichiarazioni di Matteo Salvini è arrivato il commento dell’esponente di Italia Viva Davide Faraone, che cui social ha criticato aspramente l’ex capo del Viminale per il suo atteggiamento: “La nostra linea garantista nel merito e l’idea di lasciare soltanto il centrodestra domani a votare in giunta, garantendo per la seconda volta l’impunità al ‘capitano’ e rinviando all’aula il nostro voto, ha smontato i suoi piani.

Dunque, non potendo più dimostrare agli italiani di essere un capitano senza macchia, Salvini chiede ai suoi di votare per mandarlo a processo. Un vero giullare che pensa di essere circondato da fessi.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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