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Piano Colao, Giuseppe Conte frena: “È solo uno spunto tecnico”

Numerose le critiche in merito al piano Colao, il premier Giuseppe Conte però prende le distanze e specifica che si tratta di "uno spunto".

Giuseppe Conte sul Piano Colao: "Solo una traccia, niente di più"
Giuseppe Conte si difende dalle critiche sul Piano Colao.

Giuseppe Conte si difende dagli attacchi dei capi delegazione sul piano redatto da Vittorio Colao. “Abbiamo saputo del piano di Rilancio 2020-2022 dagli organi di stampa. Noi dell’esecutivo non ne sapevamo nulla”, tuonano puntando il dito contro il Governo.

Giuseppe Conte sul piano Colao

Il presidente, di rimando, prende le distanze e si giustifica dichiarando:Non sono stato io a far trapelare il documento redatto da Vittorio Colao. Tra l’altro è solo uno spunto tecnico, niente di più.

La decisione sarà politica”. Questi gli esiti del vertice convocato per organizzare gli Stati generali dell’economia, ci sono talmente tante difficoltà che l’evento slitta ancora.

Teoricamente, il 16 giugno 2020 Conte dovrebbe incontrarsi singolarmente con i ministri, a seguire con le forze politiche della maggioranza. Ultimi incontri in agenda, quelli con l’opposizione a Villa Doria Pamphili, con gli organismi internazionali e con le parti sociali, ma è tutto ancora molto fumoso.

“Il piano Colao è solo uno spunto”

Il piano Colao, consegnato al presidente del Consiglio, si è dunque rivelato deludente secondo molti ministri. Sarebbe dovuto essere una sintesi programmatica fondamentale, quando in realtà non è altro che una sorta di elenco di buoni propositi, senza indicazioni chiare sul dove e come investire. Per questo motivo, sembra che Giuseppe Conte abbia optato per la linea dell’ascolto piuttosto che della presentazione di un piano di Governo fatto e finito.

Il Pd continua ad attaccare, in molti remano contro le riforme e l’esecutivo, mentre intanto si accumulano ritardi nell’organizzazione degli Stati generali dell’economia. Rimandati anche gli inviti ai papabili presenti, come la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Parlamento Ue David Sassoli, oltre ad alcuni premi Nobel ed economisti di fama internazionale.

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