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Cinque deputati ottengono bonus da 600 euro, Di Maio: “Si dimettano”

I cinque deputati, tre della Lega, uno del M5s e uno di Italia Viva, hanno ottenuto il bonus da 600 euro previsto per autonomi e partite Iva.

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Sarebbero tre della Lega, uno del M5s e uno di Italia Viva i cinque deputati che hanno chiesto e ottenuto dall’Inps il bonus di 600 euro (successivamente elevato a mille) previsto dal governo per aiutare lavoratori autonomi e partite Iva rimasti in difficoltà economiche a seguito del lockdown.

Lo rivela un articolo del quotidiano La Repubblica, che cita al suo interno una segnalazione della direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell’Inps.

Deputati ottengono il bonus autonomi

Come riportato anche da altre testate tuttavia i cinque deputati non hanno compiuto nulla di illegale, dato che a bonus da 600 euro potevano accedere per i mesi di marzo e aprile: “I liberi professionisti con partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione Separata e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che non siano titolari di un trattamento pensionistico diretto, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità”.

Il problema che si pone nei loro confronti è quindi di ordine morale, visto che anche durante i mesi più duri del lockdown i parlamentari hanno percepito regolarmente il loro stipendio e non avrebbe avuto senso chiedere anche il bonus da 600 euro. Sempre La Repubblica ha inoltre segnalato che oltre ai cinque deputati ad aver ottenuto il bonus c’è anche un conduttore televisivo, oltre 2mila tra assessori regionali, consiglieri, sindaci e governatori.

Le proteste unanimi della politica

La notizia del bonus ottenuto dai cinque parlamentari ha subito suscitato un moto di indignazione in tutti i componenti dell’arco costituzionale, compresi membri della maggioranza di governo come il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che su Twitter dichiara: “Cinque parlamentari hanno avuto il coraggio di chiedere il bonus di 600 euro riservato ai lavoratori autonomi e alle partite Iva in difficoltà. È vergognoso. Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano.

Analoghe parole anche da parte di Matteo Salvini, dal cui partito provengono tre dei cinque deputati colpevoli di aver chiesto il bonus autonomi: “Che un parlamentare chieda i 600 euro destinati alle partite Iva in difficoltà è una vergogna. Che un decreto del governo lo permetta è una vergogna ma che l’Inps abbia dato quei soldi è una vergogna. In qualunque Paese al mondo, tutti costoro si dimetterebbero.

La smentita di Italia Viva

A 24 ore dalla notizia arrivano però le proteste di Italia Viva, che per bocca del suo coordinatore Ettore Rosato nega la possibilità che uno dei propri parlamentari abbia chiesto o ottenuto il bonus da 600 euro: “Questo modo di fare servizio pubblico da parte dell’Inps è barbaro. A noi di Italia Viva non risulta che alcun parlamentare appartenente al nostro gruppo abbia chiesto il bonus. Invitiamo formalmente Inps che ha diffuso questa informazione a smentire la notizia del nostro coinvolgimento o a rendere pubblici i nomi”.

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