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Conte: “Destineremo parte del Recovery plan all’occupazione femminile”

"Intendiamo promuovere l'occupazione femminile anche tramite agevolazioni per le donne e madri lavoratrici", ha promesso Giuseppe Conte.

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Da molte parti sociali e politiche sono arrivate nei mesi del post-pandemia richieste secondo cui le donne dovrebbero essere rilanciate nel sistema del lavoro, anche tramite agevolazioni che favoriscano le madri lavoratrici. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in un passaggio del discorso effettuato mercoledì 14 ottobre alla Camera in vista del summit Ue del 15 e del 16 ottobre, ha promesso che tali richieste verranno soddisfatte utilizzando una cospicua parte delle risorse del Recovery plan.

Conte: “Promuoviamo l’occupazione femminile”

Proprio con riguardo all’occupazione femminile accolgo senz’altro l’impegno contenuto nella risoluzione di maggioranza approvata ieri in quest’aula e assicuro che una parte significativa delle risorse del Recovery plan sarà indirizzata con la massima determinazione al perseguimento di questo obiettivo“, ha affermato Conte.

La debole dinamica demografica e della natalità che il paese registra – sottolinea – costituisce una dimensione prioritaria di intervento all’interno del piano: intendiamo promuovere l’occupazione femminile anche tramite agevolazioni per le donne e madri lavoratrici, definire un assegno unico universale per ogni figlio a carico, in raccordo con una più organica riforma fiscale, potenziare l’accesso ai servizi per la prima infanzia favorendone in particolare il riequilibrio territoriale“.

Le donne, dunque, devono essere considerate “un investimento strategico per la crescita del Paese”.

Le future manovre

Nella prossima legge di Bilancio dovrebbe essere inclusa per le madri lavoratrici, in particolare, una decontribuzione al momento del rientro in ufficio dopo la nascita, in modo da rendere il valore dell’assegno più importante. Soltanto nella seconda metà del 2021, invece, si inizieranno a vedere eventuali cambiamenti sull’assegno unico universale per i figli a carico, mentre per l’anno successivo è prevista la riforma fiscale

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