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Covid, Sileri: “Chiusure necessarie dove si registra un incremento delle varianti”

L’ex-viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ha espresso la propria opinione sulle misure da adottare nei luoghi più colpiti dalle varianti Covid.

Covid

Il viceministro uscente della Salute, Pierpaolo Sileri, è stato ospite nella trasmissione “Domenica In”, in onda su Rai 1. In questo contesto, ha espresso la propria opinione sulle misure che occorrerebbe adottare per contrastare in modo efficace la diffusione del coronavirus nelle zone in cui si sta registrando una più alta presenta di contagi attribuibili alle varianti Covid.

Sileri: “Chiusure per le zone colpite da varianti Covid”

Il senatore Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute durante il Governo Conte bis, ha reso note alcune considerazioni sulle iniziative da varare per bloccare l’aumento dei contagi causati dalle varianti del SARS-CoV-2, durante la sua partecipazione a “Domenica In”. A questo proposito, infatti, il politico ha dichiarato: «Alcune varianti sono insignificanti, altre purtroppo creano problemi. La variante sudafricana è quella che pone più problemi, perché sembrerebbe che sia resistente ai vaccini.

Come combattere questo problema? Intanto con le chiusure laddove ci sono queste varianti, almeno all’inizio, per congelare la situazione e studiarla meglio. Se c’è una variante, anche se non influenza l’R0 di tutta la Regione ma ci sono dei focolai abnormi, lì bisogna immediatamente chiudere. La prima cosa è chiudere laddove c’è qualcosa di anomalo: intanto, chiudi con il meccanismo stop and go, studi, raffreddi la situazione e proteggi la popolazione.

Poi riparti se la situazione è gestibile oppure resti chiuso per più tempo».

Rispetto all’analisi delle varianti Covid, invece, l’ex-viceministro della Salute ha affermato: «Ora serve cercare levarianti, bisogna procedere con la rete di laboratori per analizzare il genoma del virus alla ricerca delle varianti e poi bisognerà vedere se su quelle varianti il vaccino funziona o meno e, nel caso, fare le modifiche ai vaccini. – e poi ha aggiunto – Fortunatamente, il vaccino è efficace contro la variante inglese ed è l’arma più grande per ridurre anche il numero di varianti: bisogna farne il più possibile».


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