Poste Italiane: accordo con Sia contro il contante
Poste Italiane: accordo con Sia contro il contante
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Poste Italiane: accordo con Sia contro il contante

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Poste Italiane e Sia pianificano un’unione a favore dei pagamenti digitali. Le banche già affiliate a Sia, tuttavia, sono contrari all’accordo.

Il matrimonio è stato programmato già da un po’ di tempo e la cerimonia tra Poste Italiane e Sia verrà celebrata a breve. Qualcuno però è contrario e si oppone perché prevede il rischio di un’eventuale “scomparsa” del contate.

La promessa di accordo è stata sottoscritta il 2 giugno grazie alla mediazione di Raphaels Bank. Poste Italiane è favorevole all’unione con la Sia Central Europe, società leader nella gestione dei pagamenti e dei bonifici Sepa, in quanto questa unione garantirà a Poste Italiane un posto di tutto rispetto in Borsa. Ricordiamo, tra l’altro, che Poste Italiane è di proprietà dello Stato. Quindi ogni soldo risparmiato consentirà di rimpinguare le casse statali e – si spera – ridurre il debito pubblico.

Ma quali saranno le reali ripercussioni di questa unione? Secondo le prime analisi di mercato a farne le spese saranno i grandi clienti già affiliati a Sia ovvero le banche che, tra l’altro, sono prime competitors di Poste Italiane.

Tra i clienti attuali di Sia, ad esempio, c’è anche la Bce, la Banca Centrale della Nuova Zelanda, Deutsche Bank, Mediolanum e altre ancora. L’opposizione al matrimonio dell’anno è guidata da precise motivazioni: Sia ha sempre avuto il ruolo di mediatore e/o intermediario per i pagamenti ed è necessario che rimanga il “terzo incomodo”.

Ovviamente non sono dello stesso parere gli azionisti primari ne tanto meno Francesco Caio, amministratore delegato e direttore generale del gruppo Poste italiane, che ha molto da guadagnare dall’unione economica con Sia. Dati oggettivi infatti hanno dimostrato che grazie ai pagamenti digitali, appunto mediati e gestiti dalla piattaforma Sia, si è registrato un vero e proprio aumento degli introiti. Aumentando le operazioni gestite con le carte prepagate (+22%) si ottiene di conseguenza un aumento degli utili grazie alle spese per le commissioni.

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Enrica Marrelli 438 Articoli
Laureata in Teoria della Comunicazione e Comunicazione Pubblica presso l'Università della Calabria. Amo la lettura ma mi appassiona anche il grande e il piccolo schermo.
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