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Procura di Pavia: ultime consulenze e decisione entro il 28 settembre

Procura di Pavia: ultime consulenze e decisione entro il 28 settembre

Il 28 settembre sarà la data chiave per la Procura di Pavia, che dovrà valutare le consulenze tecniche e scegliere il futuro dell'indagine su Andrea Sempio.

Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi ha raggiunto una tappa fondamentale: la Procura di Pavia deve, entro il 28 settembre decidere se portare l’indagine a giudizio, chiedere più tempo o archiviare il fascicolo. Andrea Sempio, 38enne indagato, ha finora beneficiato di quattro perizie integrate, ma una rimane ancora in sospeso, creando una nuova ondata di attesa sia per la difesa che per gli inquirenti.

Il provvedimento di chiusura preliminare, notificato l’8 maggio, ha consentito alla difesa di accedere al materiale raccolto e di presentare proprie consulenze. Da allora, la Procura ha richiesto ulteriori approfondimenti, affidandoli a esperti indipendenti, nella speranza di chiarire i punti più controversi del fascicolo, come le tracce genetiche, le impronte del pavimento e le misurazioni corporee.

Consulenze tecniche: stato attuale e quelle mancanti

Il programma di approfondimento prevede quattro consulenze: una sul DNA presente sulle unghie della vittima, una sulle impronte a pallini lasciate nella casa, una sulle misurazioni antropometriche di Sempio e una valutazione psichiatrica. Di queste, tre sono state già consegnate ai pubblici ministeri; quella ancora da ricevere è la perizia psichiatrica, affidata al psichiatra forense Roberto Catanesi.

Consulenza psichiatrica in attesa

Il ruolo di Catanesi consiste nell’esaminare lo stato mentale di Sempio al momento dei fatti, un elemento cruciale per valutare eventuali deduzioni di capacità di intendere e di volere. La mancanza di questo rapporto rende incompleta la cartella tecnica, perciò la difesa potrà depositare le proprie osservazioni entro venti giorni dal ricevimento della perizia.

Le altre perizie già consegnate

Il genetista Carlo Previderè ha riesaminato il capitolo del DNA relativo alle unghie di Chiara, alla luce delle osservazioni difensive, mentre la medico legale Cristina Cattaneo ha fornito le misurazioni del piede di Sempio, confrontandole con l’impronta a pallini trovata sul pavimento della villetta in via Pascoli. Infine, la perizia sull’impronta è stata curata da Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli consegnata il 23 settembre dopo il primo rapporto, datato 7 settembre. Tutti questi elaborati saranno messi a disposizione della difesa al momento della chiusura ‘bis’ delle indagini.

Il 28 settembre: che decisioni potrà prendere la Procura

Alla scadenza del 28 settembre la Procura di Pavia avrà tre percorsi possibili. La prima opzione è il rinvio a giudizio che implica che le prove raccolte siano ritenute sufficienti per sostenere l’accusa in udienza preliminare davanti al giudice. La seconda consiste nel chiedere una proroga necessaria qualora gli esami integrativi non fossero ancora conclusi; anche questa richiesta dovrebbe essere valutata dal giudice competente. L’ultima ipotesi è l’archiviazione se le indagini non dovessero produrre elementi probatori capaci di confermare la responsabilità dell’indagato. In tutti i casi, la decisione finale spetterà al giudice per le indagini preliminari, che potrà accogliere, modificare o respingere la proposta della Procura.

Elementi scientifici al centro dell’indagine

DNA sulle unghie

Una delle tracce più discusse è il materiale genetico maschile trovato sui bordi ungueali di Chiara Poggi. Le analisi preliminari lo hanno ritenuto compatibile con la linea familiare di Sempio, ma incompatibile con il fidanzato dell’epoca, Alberto Stasi, e con i parenti maschi della vittima. La difesa sottolinea che la semplice compatibilità con una linea genetica non equivale a un’identificazione univoca, né spiega quando e come il DNA sia stato trasferito sulla pelle della vittima.

Impronta a pallini e misure antropometriche

L’altra area di indagine riguarda l’impronta a pallini rinvenuta sul pavimento della casa e la sua possibile corrispondenza con il piede di Sempio. La perizia di Cattaneo ha misurato il piede dell’indagato, ritenendo che la larghezza dell’impronta possa essere compatibile, mentre la difesa contesta la validità di tale confronto, sostenendo che la traccia potrebbe essere stata lasciata in un momento diverso dall’aggressione. Per confermare il valore probatorio, è necessario valutare la qualità della superficie, lo stato di conservazione e la possibilità di contaminazioni accidentali.

Nel frattempo, la difesa, rappresentata da Angela Taccia e Liborio Cataliotti ribadisce la presunzione di innocenza di Sempio, ricordando che l’indagato non è tenuto a rispondere durante l’interrogatorio del 6. Le memorie depositate e le consulenze in corso mirano a dimostrare che gli elementi tecnici finora raccolti non costituiscono una prova sufficiente per sostenere l’accusa di omicidio aggravato.

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