La vicenda della prof accoltellata è al centro della cronaca dopo l’aggressione avvenuta a Trescore Balneario. La docente Chiara Mocchi, rimasta ferita durante l’episodio, è stata ricoverata in condizioni serie e sottoposta alle cure necessarie prima di poter essere dimessa nelle ultime ore, facendo rientro a casa. L’episodio, che ha coinvolto uno studente minorenne, ha richiesto un intervento tempestivo dei soccorsi e ha suscitato ampia attenzione mediatica e istituzionale.
Prof accoltellata, Chiara Mocchi è stata dimessa: come sta
Come riferito dal legale all’Adnkronos, è stata dimessa nelle ultime ore dall’ospedale Chiara Mocchi, la professoressa 57enne residente a Berzo San Fermo e insegnante di francese coinvolta nell’aggressione avvenuta a Trescore Balneario all’interno della scuola media Scuola Secondaria Leonardo da Vinci. Dopo il ricovero presso il presidio ospedaliero Papa Giovanni XXIII, dove era stata trasportata in elisoccorso e sottoposta a un intervento urgente, la docente ha potuto fare ritorno a casa, dove proseguirà il percorso di recupero.
Secondo quanto riportato dal legale Angelo Lino Murtas, le sue condizioni restano in miglioramento ma richiederanno ancora tempo: “Il taglio nel collo è molto profondo e speriamo non rimangano lesioni permanenti”. Nelle dichiarazioni raccolte, viene evidenziato come la docente abbia voluto rientrare per la Settimana Santa e mantenga uno stato d’animo positivo, pur dovendo affrontare anche un recupero psicologico oltre che fisico. “Vuole tornare il prima possibile a scuola, per accompagnare i ragazzi di terza all’esame”, viene sottolineato.
“Un altro alunno mi ha difesa”: il racconto dell’aggressione e il messaggio della docente
Nella lettera affidata al suo avvocato, Chiara Mocchi ha ricostruito i momenti dell’aggressione, descrivendo una situazione drammatica: “Una potentissima emorragia, quasi un litro e mezzo di sangue perso in poco tempo. Un fendente arrivato a mezzo millimetro dall’aorta”. Ha inoltre ricordato: “Una potentissima emorragia… e quel torpore che avanzava rapido mentre la luce intorno a me diventava ombra”. Nelle sue parole emerge anche il riferimento a un alunno tredicenne che l’avrebbe colpita, descritto come “confuso” e influenzato dai social.
La docente ha però voluto sottolineare soprattutto l’azione di un altro studente, che le avrebbe salvato la vita intervenendo con coraggio: “Solo il coraggio immenso di un altro mio alunno… ha impedito il peggio”. A lui si riferisce come a un “eroe”, gesto che ha attirato anche l’attenzione delle istituzioni. Inoltre, Mocchi ha espresso gratitudine verso i soccorsi e ha lanciato un appello alla donazione di sangue, collegando la propria esperienza personale a un messaggio più ampio: “affinché possa scorrere nelle vene di chi – come me – senza quelle gocce non ci sarebbe più”.
Infine, ha ribadito l’assenza di rancore nei confronti dell’aggressore e una volontà di trasformare quanto accaduto in un’occasione di riflessione positiva: secondo quanto riportato dall’Adnkronos, “non ha assolutamente alcun sentimento di rancore, nessuna rabbia e nessun odio”. Anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha voluto incontrarla e riconoscere il valore del giovane intervenuto, invitandolo a Roma per essere ringraziato per il suo gesto.