Cresce la tensione tra Russia e Occidente, mentre da Mosca arrivano nuove dichiarazioni sul rischio di un possibile conflitto. L’ambasciata russa in Italia lancia un avvertimento sulla situazione di Kaliningrad, mentre Vladimir Putin, intervenendo al Valdai Club, accusa le attività militari occidentali nel Mar Baltico di rappresentare una nuova escalation e ribadisce che la Russia è pronta a reagire a un eventuale attacco.
L’ambasciata russa: “Prendiamo sul serio le minacce dall’Europa occidentale”
Si alza ulteriormente il livello di tensione tra Russia e Paesi occidentali. In un lungo messaggio pubblicato sui propri canali social, l’ambasciata russa in Italia ha commentato il deterioramento dei rapporti con Nato e Unione Europea, soffermandosi in particolare sulla situazione di Kaliningrad, l’exclave russa sul Mar Baltico situata tra Polonia e Lituania.
Mosca sostiene che eventuali iniziative militari contro il territorio potrebbero provocare una risposta molto dura. Nel post si legge: “Per quanto riguarda l’Oblast di Kaliningrad, data la sua posizione geografica unica e la sua importanza geopolitica, qualsiasi azione aggressiva nei suoi confronti, sia da parte della Nato, dell’Ue o di Stati membri di questi gruppi, potrebbe richiedere l’uso di tutti i mezzi disponibili”.
Secondo la rappresentanza diplomatica, il quadro internazionale sarebbe ulteriormente peggiorato a causa delle attività militari e delle dichiarazioni provenienti dall’Occidente. L’ambasciata accusa Nato e Ue di perseguire una “sconfitta strategica della Russia”, di prepararsi a un possibile conflitto e di alimentare un clima di crescente allarme attraverso esercitazioni militari e iniziative legate alla deterrenza nucleare. “Tutto ciò ci obbliga a prendere sul serio le minacce provenienti dall’Europa occidentale”, si legge nel messaggio, che richiama anche il precedente storico delle due guerre mondiali. La conclusione mantiene toni particolarmente severi: “In uno scenario del genere, il rischio di un conflitto armato, con la possibilità di attacchi preventivi contro i centri decisionali dei Paesi alleati anche nelle fasi iniziali del conflitto, è estremamente elevato”. Le dichiarazioni si inseriscono nelle tensioni delle ultime settimane attorno a Kaliningrad e alle attività militari nel Baltico.
Putin al Valdai: “Non attaccheremo nessuno, ma risponderemo a un’aggressione”
Sul tema è intervenuto anche Vladimir Putin, durante la sessione plenaria del 23° incontro annuale del Valdai Discussion Club, tenutosi a Mosca il 1° ottobre. Il presidente russo ha definito le esercitazioni militari occidentali nel Mar Baltico e i tentativi di fermare alcune navi russe come una forma di “escalation”. “Le esercitazioni nel Mar Baltico, una dopo l’altra, e i tentativi di fermare le nostre navi e imbarcazioni: tutto questo rappresenta l’escalation di cui ho parlato nel mio discorso. Tutto questo è un’escalation”, ha dichiarato.
Putin ha contemporaneamente ribadito che Mosca, a suo dire, non avrebbe intenzione di attaccare i Paesi europei: “Non attaccheremo nessuno, né nel 2029, né nel 2030, né nel 2050”. Ha però aggiunto che, in caso di un attacco diretto contro il territorio russo, la risposta coinvolgerebbe “tutti i mezzi a disposizione”, precisando che ciò non comporterebbe automaticamente il ricorso alle armi nucleari. Il presidente ha inoltre definito la comunicazione russa alla Nato su Kaliningrad “non una minaccia, ma una risposta a un tentativo di minacciare la Russia”.
Nel corso dell’intervento, Putin ha poi sostenuto che Mosca sarebbe stata costretta a reagire militarmente agli sviluppi iniziati in Ucraina a partire dal 2014, affermando: “Non abbiamo cominciato noi la guerra, la guerra è stata cominciata contro di noi”. Secondo la sua ricostruzione, la Russia sarebbe stata spinta in una situazione in cui avrebbe dovuto difendersi per evitare quella che definisce una “sconfitta strategica”. Il leader del Cremlino ha infine affrontato anche la situazione internazionale e quella iraniana, affermando che il mondo segue con attenzione gli eventi e ammira “il coraggio e l’eroismo del popolo iraniano”. Ha quindi parlato della presenza di figure di alto livello nelle istituzioni, nelle forze armate e nei Guardiani della rivoluzione, descrivendole come persone pronte al sacrificio per il futuro del proprio Paese.
Putin ha inoltre espresso la previsione che, indipendentemente dagli scenari futuri, i conflitti internazionali potrebbero continuare. Per questo, ha sottolineato la necessità di concentrarsi sulla salvaguardia della pace e della sicurezza globale, sostenendo al contempo la prospettiva di un “ordine internazionale multipolare”.
