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Onu, il discorso di Zelensky: "Putin deve essere fermato. Non vivrebbe senza guerra"

Onu, il discorso di Zelensky: "Putin deve essere fermato. Non vivrebbe senza guerra"

Il presidente ucraino Zelensky ha attaccato Vladimir Putin durante il suo discorso all'Onu.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky torna ad attaccare Vladimir Putin dal palco delle Nazioni Unite. Nel suo intervento all’81ª Assemblea generale dell’Onu, a New York, il leader di Kiev ha sostenuto che il presidente russo “non saprebbe vivere senza un conflitto” e che non sarebbe disposto ad accontentarsi, arrivando a definirlo il “paziente zero” da fermare.

Zelensky ha richiamato anche le parole del presidente americano Donald Trump, secondo cui la guerra tra Russia e Ucraina “deve finire“. “Non conosco un solo leader mondiale che sosterrebbe il contrario. Non conosco nessuno che sia apertamente a favore di questa guerra, a eccezione di un uomo” ha dichiarato, riferendosi a Putin. Secondo il presidente ucraino, la Russia starebbe pagando un prezzo molto elevato sul campo di battaglia.

Zelensky ha affermato che, tra gennaio e agosto di quest’anno, l’esercito russo avrebbe perso 248.964 uomini in Ucraina. Un dato che il presidente ucraino ha utilizzato per sostenere che Putin starebbe “portando l’esercito russo alla morte“.

Zelensky: “La Russia usa cittadini di 47 Paesi”

Nel suo intervento Zelensky ha parlato anche delle difficoltà economiche di Mosca, citando le recenti dichiarazioni di Trump sull’industria petrolifera russa.

Perdere il controllo dell’industria petrolifera” sarebbe, secondo il presidente ucraino, una “sconfitta umiliante” per un Paese che occupa un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu e che ha costruito una parte importante della propria economia sulle esportazioni energetiche.

Un passaggio è stato dedicato alla Cina. Secondo Zelensky, il presidente Xi Jinping avrebbe la possibilità di esercitare una forte influenza sulla Russia. “Vorrei che volesse la pace come la vogliamo noi“, ha dichiarato, sottolineando però di non aver avuto la possibilità di parlare direttamente con il leader cinese. Zelensky ha poi ribadito che l’Ucraina non avrebbe scelto il conflitto. “Noi scegliamo di non morire, di non perdere il nostro Paese e le nostre famiglie, di non perdere la nostra indipendenza e la nostra libertà“, ha detto. Da qui la necessità, secondo il presidente, di continuare a difendersi: “Vogliamo la pace attraverso la protezione“. Il leader ucraino ha quindi lanciato un appello ai rappresentanti di 47 Paesi, sostenendo che cittadini stranieri sarebbero coinvolti nelle operazioni militari russe. “Sono vostri cittadini. Prendetevi cura di loro e non permettete che finiscano su un altro fronte“, ha affermato.

Secondo Zelensky, inoltre, gli scambi commerciali con Mosca contribuiscono a mantenere in vita lo sforzo bellico russo. “Chi commercia con la Russia prolunga la guerra“, ha sostenuto, chiedendo di continuare a considerare le entrate russe un obiettivo delle politiche di pressione economica. Il presidente ucraino ha parlato anche della situazione finanziaria russa, affermando che il deficit di bilancio sarebbe ai livelli più elevati e che molte regioni del Paese sarebbero in difficoltà economiche. Ha inoltre sostenuto che alcune delle operazioni militari pianificate da Mosca durante l’estate non avrebbero raggiunto gli obiettivi previsti. Nel suo discorso non è mancato un riferimento alla Corea del Nord. Zelensky ha accusato Kim Jong-un di aver inviato truppe in Russia per sostenere le forze russe e ha parlato delle perdite subite dai militari nordcoreani. Il presidente ucraino ha infine allargato il quadro alle tensioni con Moldova, Polonia e Paesi baltici, sostenendo che Mosca continui a rappresentare una minaccia per diverse aree dell’Europa e dell’Asia.

Mar Nero, Zelensky apre alla de-escalation: “Aspettiamo la risposta della Russia”

A margine dell’Assemblea generale, intervenendo al vertice della Piattaforma internazionale della Crimea, Zelensky ha affrontato anche il tema della sicurezza nel Mar Nero. L’Ucraina, ha spiegato, sarebbe pronta a contribuire alla sicurezza della navigazione e alla tutela della sicurezza alimentare nella regione, ma a condizione che anche Mosca compia “passi concreti verso la de-escalation“. Il tema è particolarmente rilevante per le esportazioni di grano, fertilizzanti e altri prodotti attraverso il Mar Nero. Anche il segretario generale dell’Onu António Guterres ha sottolineato la necessità di garantire una navigazione sicura e la ripresa dei flussi commerciali di prodotti alimentari, fertilizzanti ed energia. “Dobbiamo iniziare da qualche parte, e la Russia deve iniziare rispettando gli altri“, ha affermato Zelensky, indicando nella sicurezza alimentare ed energetica due possibili ambiti dai quali partire per ridurre le tensioni.

Il presidente ucraino ha collegato la situazione del Mar Nero anche alla Crimea, sostenendo che la militarizzazione della penisola da parte della Russia abbia contribuito a modificare gli equilibri commerciali e di sicurezza della regione. Per Kiev, ha ribadito, un ritorno alla normalità non può prescindere dalla questione della Crimea, dalla sicurezza della popolazione e dal destino dei prigionieri detenuti dalla Russia. Le parole sulla possibile de-escalation arrivano mentre proseguono gli sforzi diplomatici internazionali. Zelensky ha recentemente incontrato Donald Trump a New York per discutere di possibili passi verso una riduzione delle ostilità, sicurezza energetica e difesa ucraina in vista dell’inverno. Sul fronte energetico, tuttavia, Russia e Ucraina hanno continuato a colpire infrastrutture e obiettivi legati al settore. Nei giorni scorsi Trump ha proposto una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, ma Kiev ha precisato di essere pronta ad aderire soltanto in presenza di garanzie sulla reale disponibilità russa a fermare le ostilità.

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