La guerra in Ucraina torna a far crescere la tensione anche oltre i confini del conflitto. Mentre Kiev è nuovamente sotto attacco della Russia, emergono indiscrezioni su una possibile escalation con l’impiego di droni contro alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, alimentando nuovi timori sul coinvolgimento diretto del continente.
Guerra in Ucraina, nuovo attacco su Kiev: vittime e feriti
La guerra continua a colpire direttamente la capitale ucraina. Kiev è stata interessata da un nuovo massiccio attacco russo con missili, che ha provocato danni a edifici e vittime. Secondo l’ultimo aggiornamento di Ukrinform, nella notte del 24 settembre il bilancio è salito a due morti e almeno sei feriti. Tra le strutture danneggiate figurano anche un edificio sanitario e diverse abitazioni; in più punti della città sono inoltre caduti frammenti di missili, provocando incendi e ulteriori danni.
L’attacco arriva a poche ore di distanza da una precedente giornata di bombardamenti sulla capitale. Il 23 settembre, secondo Ukrinform, gli attacchi russi con droni avevano già provocato due morti e almeno 36 feriti, oltre a incendi e danni a diverse strutture, tra cui una stazione di servizio, un centro direzionale e altri edifici.
Sul fronte diplomatico, l’ex ministro degli Esteri ucraino ha inoltre sostenuto che una tregua con Mosca resti difficile, affermando che «Putin crede di vincere» e spiegando che Kyiv potrebbe arrivare a sacrificare il Donbass, ma senza avere «alcuna garanzia che la Russia rispetterà gli accordi».
Guerra in Ucraina, nuova minaccia in Europa: “Russia pronta ad attaccare”
La Russia starebbe valutando una nuova forma di escalation sul fronte europeo, con possibili operazioni condotte attraverso droni lanciati dal mare e dirette verso Italia, Francia e Spagna. A riferirlo è il quotidiano spagnolo El Mundo, secondo cui informazioni raccolte dai servizi di intelligence statunitensi sarebbero state condivise con diversi governi europei. Una fonte vicina al Ministero della Difesa lituano, citata dal giornale, ha spiegato: «Useranno droni lanciati dal mare, nascosti in container; non è affatto difficile».
Tra i modelli che potrebbero essere impiegati viene indicato il Gerbera, lungo circa due metri, con un’apertura alare di 2,5 metri, un peso massimo di 18 chilogrammi, una velocità di circa 160 km/h e un’autonomia dichiarata di 600 chilometri. Secondo la ricostruzione, una nave mercantile potrebbe trasportarne diversi e impiegarli a 200-300 chilometri dalla costa. Il loro carico esplosivo, stimato in 4-5 chilogrammi, non sarebbe sufficiente a provocare la distruzione di grandi strutture, ma potrebbe comunque causare incendi, danneggiare apparecchiature o determinare la temporanea chiusura di infrastrutture strategiche come porti e aeroporti. La cartina pubblicata da El Mundo mostrerebbe inoltre come gran parte del territorio italiano, fatta eccezione per il Nord-Est, rientrerebbe nel possibile raggio operativo.
Secondo quanto riportato, Lituania, Spagna, Francia e Italia sarebbero state informate dell’eventualità di un’operazione russa con droni. L’allerta sarebbe emersa poco dopo il viaggio a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, avvenuto il 25 agosto. El Mundo collega inoltre il possibile scenario al quadro politico dei tre Paesi mediterranei, che nel 2027 saranno interessati da campagne elettorali ed elezioni.
Sul significato della missione statunitense a Mosca è intervenuto anche l’ex ministro degli Esteri ucraino, secondo quanto riferito da Fanpage.it: «La missione del capo della CIA a Mosca non era routine. Nel 2021 il messaggio riguardò l’Ucraina, questa volta un alleato europeo». La situazione resta inserita nel più ampio confronto tra Mosca e i Paesi occidentali. Il direttore di Limes Lucio Caracciolo, intervistato da Fanpage.it, ha affermato: «Uno scontro diretto tra Russia e NATO finirebbe con la distruzione di entrambe», aggiungendo che continuano a funzionare canali di comunicazione permanenti tra Washington e Mosca.
