Nuovo tentativo di dialogo tra Iran e Stati Uniti dopo le tensioni e il precedente rifiuto di Washington alla proposta avanzata da Teheran. Oggi, lunedì 28 settembre, sono previsti nuovi colloqui indiretti con la mediazione del Qatar, mentre sullo sfondo restano le minacce militari, il nodo dello Stretto di Hormuz e le incognite legate alla possibile ripresa degli attacchi.
Pasdaran, minacce alle navi Usa e tensioni sullo Stretto di Hormuz
Mentre sul piano diplomatico si prepara un nuovo tentativo di confronto, sul terreno rimangono elevate le tensioni tra Washington e Teheran. I Pasdaran hanno fatto sapere di essere “pronti a colpire navi Usa anche in Oceano Indiano davanti a nuovi attacchi”, ampliando così il quadro delle possibili conseguenze di un’eventuale escalation.
Dall’Iran sono arrivate inoltre dichiarazioni rivolte direttamente a Trump e al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il generale di brigata Abolfazl Shekarchi, portavoce militare, ha dichiarato alla televisione di Stato che il momento del loro castigo arriverà “prima o poi“, anche dopo la conclusione della guerra e una volta terminati i loro incarichi ufficiali.
Nel frattempo, il conflitto continua ad avere ripercussioni sul fronte energetico.
Trump ha dichiarato ai giornalisti in Illinois che gli Stati Uniti stanno “pensando molto seriamente“ alla possibilità di vietare le esportazioni di diesel, alla luce delle difficoltà globali di approvvigionamento. Il presidente americano ha inoltre sostenuto di prevedere una rapida conclusione del conflitto: “Vinceremo questa guerra molto presto, e non appena la vinceremo, il petrolio scenderà ai livelli a cui stava prima della guerra“.
Restano però elementi di incertezza anche sul versante dei negoziati. Una fonte vicina alla delegazione iraniana all’Onu, citata da Irna e riportata dal Times of Israel, ha affermato che non sarebbe previsto un nuovo incontro con funzionari statunitensi durante la settimana. Secondo la stessa fonte, le posizioni iraniane sarebbero già state trasmesse agli Stati Uniti attraverso il mediatore qatariano e Teheran attenderebbe ora una risposta da Washington.
Sul tema dell’energia, Trump ha infine sostenuto che “Il prezzo del petrolio ‘scenderà non appena la domanda calerà“, collegando l’andamento delle quotazioni alla conclusione del conflitto. Le dichiarazioni sono arrivate durante la sua permanenza in Illinois per la President’s Cup, torneo di golf disputato al Medinah Country Club e conclusosi il 27 settembre.
Nuovi colloqui tra Iran e Stati Uniti: il Qatar torna a fare da mediatore
Dopo il precedente rifiuto della proposta avanzata da Teheran per arrivare alla conclusione del conflitto, Donald Trump riapre al dialogo con l’Iran. Secondo quanto riferito da Axios citando fonti informate, i nuovi colloqui indiretti sono previsti per oggi, lunedì 28 settembre. Il confronto dovrebbe avvenire attraverso la mediazione del Qatar, che farà da tramite tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l’inviato statunitense Steve Witkoff.
La prospettiva diplomatica resta tuttavia legata a condizioni precise. “Le nostre condizioni sono chiare. Qualsiasi passo verso la riapertura dello Stretto di Hormuz è subordinato al rispetto di queste condizioni”, aveva dichiarato Araghchi all’agenzia ufficiale Irna. Il ministro iraniano ha inoltre ribadito la posizione di Teheran in un’intervista alla Nbc News: “Siamo pienamente preparati a una ripresa della guerra. Restiamo fermi di fronte a qualsiasi nuova aggressione, anche se dovesse trattarsi di una guerra apocalittica“. Allo stesso tempo, ha aggiunto: “Allo stesso tempo, siamo pronti alla diplomazia. Sta al presidente Trump scegliere“.
Anche Trump ha confermato di aspettarsi nuovi contatti con Teheran, pur lasciando aperta l’ipotesi di una nuova offensiva. In un’intervista telefonica ad Axios ha affermato: “Mi aspetto altri colloqui con l’Iran. Vogliono concludere un accordo, ma non è quello che voglio fare io“. Alla domanda sulla possibilità di riprendere gli attacchi, il presidente statunitense ha risposto: “Ci penso continuamente“.
