Una vicenda che ha sollevato interrogativi sulla gestione delle operazioni cimiteriali nei cimiteri Flaminio-Prima Porta e Maccarese. Le verifiche interne di AMA hanno fatto emergere irregolarità nella riduzione di alcune salme, con resti trasferiti dai loculi nelle cassette ossario nonostante la mancata completa mineralizzazione. Al termine degli accertamenti sono arrivati sette licenziamenti e quattro sospensioni, mentre la documentazione è stata trasmessa alle autorità competenti per gli ulteriori accertamenti.
Le anomalie scoperte durante i controlli nei cimiteri Flaminio-Prima Porta e Maccarese
Come riportato da Repubblica, le verifiche effettuate da AMA hanno portato alla luce irregolarità nelle operazioni di riduzione delle salme svolte da alcune squadre di operatori tecnico-cimiteriali nei cimiteri Flaminio-Prima Porta e Maccarese. In particolare, in alcuni casi i resti sarebbero stati trasferiti nelle cassette ossario prima del completamento della mineralizzazione, cioè del naturale processo di decomposizione dei tessuti che porta alla permanenza prevalentemente delle ossa.
Il direttore generale di AMA ha spiegato che gli operatori avrebbero potuto procedere alla riduzione soltanto nel caso in cui nella bara fossero rimasti esclusivamente resti ossei. Le anomalie sarebbero state segnalate proprio da alcuni lavoratori e, da quelle segnalazioni, sarebbero partiti gli accertamenti interni che hanno portato a individuare le squadre coinvolte.
La procedura non è soltanto un passaggio tecnico: la riduzione in cassetta ossario permette di liberare il loculo precedentemente occupato, con conseguenze anche economiche per i familiari. La normativa prevede che, per le salme tumulate, la trasposizione nell’ossario possa avvenire dopo il periodo previsto e a condizione che il processo di mineralizzazione sia completato. Quando invece il corpo non è ancora mineralizzato, devono essere adottate altre procedure cimiteriali, con modalità e costi differenti. Un avviso ufficiale dei Cimiteri Capitolini chiarisce inoltre che, nelle operazioni di esumazione, i resti non mineralizzati vengono destinati ai cosiddetti “campi inconsunti” del cimitero Flaminio, mentre i resti ossei possono essere conferiti all’ossario secondo le procedure previste.
Sette licenziamenti e quattro sospensioni: gli atti alla magistratura
Sempre stando a quanto riportato da Repubblica, al termine dei procedimenti disciplinari, AMA avrebbe disposto sette licenziamenti e quattro sospensioni dal servizio, graduando i provvedimenti sulla base dei diversi livelli di responsabilità individuati. Il direttore generale ha precisato che nel corso dell’istruttoria sarebbero emersi anche elementi attenuanti, che avrebbero contribuito alla differenziazione delle sanzioni. L’azienda avrebbe inoltre annunciato la trasmissione degli atti all’Autorità giudiziaria e al sindaco di Roma, come previsto dal Regolamento di Polizia Mortuaria. Gli eventuali profili di responsabilità penale dovranno quindi essere valutati dagli organi competenti.
La vicenda potrebbe inoltre portare a un rafforzamento dei controlli interni nei cimiteri. Proietti avrebbe infatti riferito che AMA dispone già di un sistema di security interna e che, dopo quanto emerso, l’azienda intende intensificare i presidi di controllo. Il direttore generale ha anche ricordato che episodi simili si sarebbero verificati in passato al cimitero di Prima Porta, circostanza che spinge ora la municipalizzata a valutare ulteriori interventi organizzativi. Per il momento, invece, non sarebbe previsto l’utilizzo di telecamere per il controllo delle operazioni.
Un ulteriore elemento riguarderebbe la gestione complessiva dei servizi: AMA è incaricata da Roma Capitale della gestione dei servizi cimiteriali, comprese le operazioni cimiteriali e la gestione delle concessioni, nell’ambito del sistema dei Cimiteri Capitolini. Il servizio risulterebbe attualmente affidato ad AMA fino al 27 settembre 2027.
