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"Quella non è la mia firma!": paziente di un medico condannato per calunnia

Paziente condannato per aver calunniato un medico

Sosteneva anche si essere stato operato in anestesia totale ma era locale: "Quella non è la mia firma!", paziente condannato a due anni e mezzo

Agli inquirenti aveva giurato: “Quella non è la mia firma!” ma il paziente di un medico è stato condannato per calunnia.

Nel 2017 in Procura riferì di essere stato operato senza autorizzazione ma la corte gli ha dato torto sulla scorta di perizie e consulenze disposte in un delicato processo. La posizione del chirurgo chiamato in causa infatti è stata archiviata ed il paziente-denunciante si è ritrovato imputato  per calunnia e condannato a due anni e mezzo di reclusione. 

La denuncia: “Quella non è la mia firma!”

Il giudice di Lecce Maria Francesca Mariano ha deciso così in ordine ad un 68enne di San Cesario di Lecce che sporse querela in Procura contro il professionista.

Il medico in questione aveva eseguito e diretto, il 9 giugno del 2016, un intervento di ernia inguinale nella clinica Petrucciani. Ma l’uomo spiegò ai carabinieri che lui aveva dato solo consenso orale all’anestesia locale, non quello scritto all’anestesia totale.

Il nodo del tipo di anestesia

Una consulenza disposta dal pm ed eseguita dai medici Carmine Chiumarulo e Alberto Tortorella emerse che  “l’emioplastica destra fu realizzata in anestesia locale associata alla somministrazione di un sedativo e di un analgesico e che l’intervento fu eseguito in regime di “day surgey”.

In più una consulenza grafologica ha asseverato che quella in calce ad un documento di assenso era proprio la firma del paziente.