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Remake arabo di “Perfetti sconosciuti”, per l’Egitto è “immorale” e “promuove l’omosessualità”

Scoppia la polemica per il remake arabo di "Perfetti sconosciuti", che l'Egitto ha considerato "immorale", in quanto "promuove l'omosessualità".

Messaggi e Segreti

Scoppia la polemica per il remake arabo di “Perfetti sconosciuti“, che l’Egitto ha considerato “immorale“, in quanto “promuove l’omosessualità“.

Remake arabo di “Perfetti sconosciuti”: scoppia la polemica

Su Netflix, dallo scorso 20 gennaio, è disponibile il remake arabo del film Perfetti Sconosciuti, di Paolo Genovese.

Si intitola Messaggi e Segreti e ha scatenato un’accesa polemica. In Egitto è stato molto criticato, sia sui social che al parlamento, per la sua presunta “immoralità“, per la violazione dei valori tradizionali e la “promozione dell’omosessualità“. Messaggi e Segreti è il primo film arabo su Netflix. Il regista è Wissam Smayra, libanesi, e tra le attrici protagoniste ci sono Nadine Labaki e Mona Zaki. La storia riprende il film di Paolo Genovese.

Una coppia, sposata e in crisi, organizza una cena nella sua abitazione. A tavola, il gruppo parla di una coppia separata da poco perché la moglie ha scoperto dei messaggi sul cellulare del marito. Per questo decidono di fare un esperimento, ovvero di mettere i cellulari al centro del tavolo e condividere tutto. Così facendo scoprono di essere “perfetti sconosciuti“. Nel remake si parla di incontri sessuali, relazioni extraconiugali e vengono mostrati personaggi “che bevono alcolici”.

Ci sono riferimenti alla contraccezione, alla chirurgia plastica, consigli ai figli sul primo rapporto sessuale, una donna a cui l’amante chiede di togliersi le mutande e un personaggio omosessuale. Tutto questo ha scatenato la polemica.

Remake arabo di “Perfetti sconosciuti”: “Complotto per sconvolgere la società araba”

Messaggi e Segreti, in Egitto, è stato molto criticato. Mona Zaki è stata attaccata con violenza sui social network. Mustafa Bakri, deputato e giornalista tv, ha parlato in parlamento di un film che “prende di mira i valori e le tradizioni della società egiziana e araba” e che incita all’omosessualità e al tradimento.

Ha chiesto esplicitamente che venga vietato e che l’Egitto interrompa qualsiasi cooperazione con Netflix. L’avvocato Ayman Mahfouz ha dichiarato di aver querelato il registra e i produttori, accusandoli di “promozione dell’omosessualità” e ha parlato di “complotto per sconvolgere l’intera società araba“. Mahfouz ha spiegato di aver inviato una nota legale al ministro della Cultura. Sui social circolano messaggi omofobi e alcuni utenti sono arrivati al punto di dire che le persone coinvolte nel film andrebbero perseguite. Nonostante il codice penale egiziano non classifichi come reato nessun orientamento sessuale, l’omosessualità non è socialemnte accettata. 

Remake arabo di “Perfetti sconosciuti”: “Violare i valori e l’etica della società egiziana”

Ci sono molte persone che stanno andando contro questo film, soprattutto sulla scena in cui l’attrice egiziana Mona Zaki dice di essere senza mutande. In tanti l’hanno accusata di “violare i valori e l’etica della società egiziana“. Il sindacato egiziano che rappresenta gli artisti ha pubblicato una nota per difendere l’attrice. “Il sindacato non resterà indifferente di fronte a qualsiasi forma di aggressione verbale o tentativo di intimidire un artista egiziano a causa di un’opera d’arte a cui ha contribuito” hanno scritto. Il critico cinematografico Tariq al-Shennawi ha spiegato che “la scena non merita tutte queste polemiche che la circondano: non abbiamo visto nulla, nella scena, che oltraggi il pudore o smuova gli istinti. E nessuna parte del corpo appare svestita, nel film“. Anche molti attori e personaggi famosi stanno difendendo il film. La presentatrice Dima Sadek ha denunciato l’ipocrisia di una società dove i tradimenti maschili e le molestie sono tollerati. L’autorità egiziana responsabile della censura ha affermato che l’Egitto non può vietare il film perché la produzione è libanese.

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